RIASSETTO DEL NODO FERROVIARIO DI BARI
Nel dicembre 2005, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Puglia, il Comune di Bari e Rete Ferroviaria Italia sottoscrivevano un protocollo di intesa per un riassetto del nodo di Bari, ritenendo necessario intervenire per
· realizzare un sistema di trasporto integrato, intermodale e intramodale a elevata frequenza;
· incrementare la qualità dei servizi di trasporto offerti, con riduzione dei tempi di percorrenza, e aumentare i punti di acceso alla modalità ferroviaria;
· ridurre, per mezzo di interramenti o abbassamenti di quota delle linee ferroviarie, delle interferenze tra il territorio comunale e le linee ferroviarie stesse;
· recuperare, riqualificare e valorizzare le aree ferroviarie dismesse e da dismettere;
· abbattere i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico nelle aree della città di Bari.
L’accordo faceva riferimento ad un approccio sistemico al complesso delle linee ferroviarie inserite nel nodo ferroviario di Bari (oltre a RFI, Ferrotramviaria, Ferrovie Appulo Lucane e Ferrovie del Sud Est).
Uno studio di prefattibilità, commissionato dalla Regione Puglia alla PROGER, ha inquadrato – territorialmente, programmaticamente e progettualmente – tre possibili interventi per la linea a nord della stazione di Bari Centrale e quattro per quella a sud, vagliandone la coerenza con gli obiettivi e la sostenibilità ambientale ed economico-amministrativa.
Lo studio è giunto a definire una soluzione comprendente
· a nord, l’interramento in galleria superficiale della linea RFI (tratta S. Spirito-Palese) con realizzazione dei binari per l’esercizio provvisorio;
· a sud, una variante della linea RFI (tratta Bari S. Giorgio-Bari Centrale) in affiancamento alla circonvallazione.
Fig. 1 – Intervento sulla linea ferroviaria a sud di Bari (linea tratteggiata)
I risultati dello studio di prefattibilità sono stati analizzati nel dettaglio da uno studio di fattibilità, della stessa PROGER, che ha stimato in circa 800 milioni di € il costo di un intervento capace di liberare 30 mila abitanti dall’inquinamento atmosferico ed acustico e di far risparmiare 90.000 ore/anno di spostamenti in auto.