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MISI ME PER L’ALTO MARE APERTO

 

Né dolcezza di figlio, né la pieta / Del vecchio padre, né 'l debito amore / Lo qual dovea Penelopé far lieta, / Vincer potero dentro a me l'ardore / Ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto, / E de li vizi umani e del valore; / Ma misi me per l'alto mare aperto / […] de la nova terra un turbo nacque, / e percosse del legno il primo canto. / Tre volte il fé girar con tutte l'acque; / a la quarta levar la poppa in suso / e la prora ire in giù, com'altrui piacque, / infin che 'l mar fu sovra noi richiuso (Divina commedia, Inferno, XXVI, vv. 94-100)

 

Mobilità e sviluppo

La mobilità è una dimensione fondamentale della vita umana e della sua organizzazione sociale. La possibilità di spostare persone e cose in maniera veloce e sicura e di raggiungere mete anche lontane è decisiva per l’affermazione di una civiltà, e non solo nell’ambito culturale ed economico delle moderne società occidentali: basti pensare all’importanza dei 40.000 km del Capac Ñan nell’impero Incas o all’impressionante sistema stradale della Roma di Augusto. È tuttavia indubbio che l’attuale struttura della società e della produzione ha enormemente incrementato e reso ubiquitaria – sia dal punto di vista spaziale, sia da quello sociale – la domanda di mobilità di persone e merci, attivando meccanismi di retroazione positiva con l’offerta. Accessibilità, mobilità e infrastrutture di trasporto costituiscono, pertanto, oggetto di riflessione, discussione – talvolta accesa – ed intervento a qualunque scala di pianificazione e di governo.

Le possibilità di movimento messe a disposizione dal progresso tecnologico hanno profondamente modificato la geografia, ampliando il concetto di prossimità – decisivo per un essere, qual è l’uomo, la cui vita è legata alle relazioni – a quello di accessibilità e, quindi, al grado di mobilità. Il contenuto dell’aggettivo “vicino” ora non è più legato appena ad una valutazione su “quanti chilometri mi separano dal quel posto”, ma al grado di accessibilità di un certo luogo o una certa funzione, che dipende non solo dalla distanza fisica, ma dalle opportunità (quantità, qualità e costi) di relazione offerte dai mezzi di trasporto. Il rapporto tra mobilità ed accessibilità sta ulteriormente mutando sotto la potente spinta dello sviluppo e della diffusione dell’Information and Communication Technology, che, insieme al processo di terziarizzazione dell’economia, slega ancor di più la vicinanza funzionale da quella fisica.

Muovere persone e cose impone costi sempre più elevati – moltiplicati dall’aumentare della congestione dei sistemi di trasporto – non solo in termini economici ma anche di tipo ambientale (consumo di risorse non rinnovabili ed inquinamento) e sociale (incidentalità). Ciò rende fondamentali e urgenti, da un lato, una pianificazione attenta del sistema dell’accessibilità e della mobilità, che guardi ai problemi locali nell’orizzonte delle dinamiche e delle preoccupazioni globali, dall’altro il tentativo di separare la crescita dell’economia e da quella della mobilità.

 

Trasporti e logistica in Metropoli Terra di Bari (MTB)

MTB necessita da un lato di un sistema della mobilità interna, che faccia di 31 Comuni una sola Metropoli e, dall’altro, di un grado di apertura all’esterno che consenta di capitalizzare – anche a favore della Puglia e dell’intera nazione – le opportunità offerte dalla posizione geografica e dal milieu di relazioni con i Paesi che si affacciano sull’Adriatico, e più in generale, sul Mediterraneo, e con quelli dell’Est Europa.

Mobilità e accessibilità, di persone e merci, devono essere organizzate – avvalendosi di un appropriato sistema di infrastrutture – in maniera da promuovere lo sviluppo sostenibile di MTB. Ciò richiede interventi infrastrutturali, normativi, organizzativi e gestionali pensati per favorire la coesione e l’inclusione sociale e territoriale, una crescita economica diffusa e sostenuta da un capitale umano in grado di competere a livello globale, la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.