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Le lame – solchi carsici i cui bacini si estendono fino alle zone sommitali delle Murge – sono elementi di evidente caratterizzazione del territorio di Terra di Bari.

Le lame svolgono un ruolo importante di funzionalità idraulica e allo stesso tempo sono ambienti naturalistici di pregio, dei corridoi ecologici che mettono in comunicazione ecosistemi diversi, dalla Murgia fino al mare.

Il reticolo carsico avvicina ai contesti urbani, talvolta attraversandoli, habitat ad elevata biodiversità. Lungo le lame, anche in prossimità dei centri abitati, sono presenti essenze e specie vegetali a sviluppo spontaneo, altrove scomparse e qui invece finora preservate dalla difficile accessibilità. Ampi tratti del fondo delle lame sono coltivati a uliveti, vigneti ed orti, per via dei suoli rossi sabbioso-argillosi particolarmente fertili.

Le lame sono anche habitat ideali per la fauna che più si adatta al mutamento delle condizioni ambientali (volpi, rane, ricci di terra, donnole o faine), ed ancor più per una variegata avifauna (aironi, cavalieri d'Italia, civette, poiane, tordi, cinciallegre, capinere).

Qui si conservano tracce della continuità insediativa storica di Terra di Bari, che si manifestano nella fitta teoria di chiese, ipogei e insediamenti rupestri, particolarmente evidente lungo il tratto di lama Balice in agro di Bitonto o lungo il sedime delle lame San Giorgio e Lamasinata.

Le lame si prestano dunque a essere immaginate come cunei verdi capaci di riconnettere l’intero territorio metropolitano.

Nonostante queste caratteristiche di pregio, forte è però la pressione che su questi ecosistemi esercitano l’edificazione invasiva degli alvei, le discariche abusive, lo scarico di acque reflue non adeguatamente depurate, le pratiche agricole dannose (tra cui lo spietramento). Anche da questi fattori deriva – in occasione di eventi di piena improvvisi – la vulnerabilità idraulica degli insediamenti e delle infrastrutture di trasporto di più recente costruzione.

Ciò nonostante, nell’Area Metropolitana sono evidenti dinamiche di crescita della sensibilità ambientale, di cui sono frutto i processi di istituzione di lama Balice e delle lame San Giorgio e Giotta come aree protette regionali.

Risanamento, valorizzazione e tutela ambientale; uso sostenibile del verde territoriale; riduzione del rischio idraulico; approccio sovracomunale alle problematiche idrogeologiche: sono questi alcuni dei temi per una nuova visione di Terra di Bari su cui si è aperta la discussione pubblica.