PROGRAMMAZIONE
Il sistema di governo del territorio dell’Area Metropolitana di Terra di Bari si inserisce nel quadro di una situazione regionale caratterizzata da un complessivo ritardo nella definizione di strumenti di pianificazione di area vasta e da recenti dinamiche di cambiamento e innovazione. Com’è noto, infatti, la tradizionale mancanza di strumenti di pianificazione di area vasta in Puglia ha lasciato il ruolo centrale di indirizzo nello sviluppo del territorio alla pianificazione di livello comunale, principalmente coincidente con i Piani Regolatori Generali (PRG) se non addirittura, in taluni casi, con i vecchi Piani di Fabbricazione. I PRG sono stati, quindi, per lungo tempo gli unici strumenti di controllo e di regolamentazione del territorio, con un approccio spesso troppo prescrittivo e normativo rispetto alle esigenze di cambiamento diffuse sul territorio.
Tale approccio non è stato sostanzialmente modificato dalla redazione di strumenti come il Piano Urbanistico Territoriale Tematico del Paesaggio (PUTT/P) che al momento costituisce il principale riferimento di pianificazione di area vasta con valenza paesaggistica a livello regionale. Esso, infatti, per il suo carattere prettamente vincolistico e normativo stenta a divenire efficace strumento per la promozione di reali percorsi di valorizzazione e tutela del territorio alle scale comunali. Le sue prescrizioni, inoltre, si affiancano a quelle derivanti da una pluralità di altri strumenti sovracomunali, non sempre in perfetto accordo tra loro, che vanno dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) al regime vincolistico derivante dalla istituzione di aree protette ai sensi di normative regionali, nazionali e comunitarie.
In questo contesto, si inseriscono le recenti dinamiche di profonda trasformazione del settore a livello regionale, volte alla definizione di nuovi strumenti di pianificazione di area vasta con uno spiccato orientamento ambientale ed al superamento del tradizionale approccio gerarchico a favore di nuove forme di cooperazione interistituzionale. La Regione Puglia ha, infatti, recentemente dato avvio al processo di revisione e di approfondimento dei contenuti del PUTT/P. Essa ha, inoltre, pubblicato il Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG), previsto dalla Legge Regionale 20/2001, che contiene le linee guida per la redazione dei nuovi strumenti urbanistici comunali. La Regione ha, infine, rafforzato il ruolo delle Province nella pianificazione del territorio. Infatti, la Provincia di Bari è impegnata nella redazione di un Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).
All’intero di questo quadro di riferimento, ciò che osserviamo nell’Area Metropolitana Terra di Bari, in relazione allo stato della pianificazione, presenta alcuni elementi di affinità con la situazione regionale appena delineata, unitamente ad elementi di interessante distinzione. In primo luogo, se è vero che anche in quest’area esistono ancora alcuni Comuni dotati solo di Piano di Fabbricazione (5 su 31), è anche vero che tutti questi Comuni hanno già avviato il processo di redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), come previsto dalla Legge Regionale 20/2001. A fronte, inoltre, di una generale vetustà dei piani regolatori pugliesi – e di quelli meridionali in genere –, nell’Area Metropolitana Terra di Bari ben 15 Comuni su 31 hanno un PRG approvato nel periodo 2000-2006, 7 nel periodo 1990-2000 e solo 4 nel periodo antecedente. Inoltre, 3 Comuni tra questi – in aggiunta a quelli già menzionati aventi un Piano di Fabbricazione – hanno già dato avvio al processo di redazione del nuovo PUG, mentre altri stanno per farlo, Bari inclusa.
In questo quadro, la redazione del PUG non costituisce solo uno strumento per aggiornare gli attuali strumenti regolativi dei comuni, ma intende essere un’occasione di profondo rinnovamento dell’approccio alla pianificazione ed allo sviluppo dei territori. Esso, infatti, in virtù di quanto espresso nel DRAG, deve partire dalla individuazione dello “statuto dei luoghi”, ossia dal riconoscimento delle strutture profonde dell’identità ambientale, culturale e storica del territorio, e dalla definizione delle grandi scelte di assetto orientate alla tutela ed alla valorizzazione delle risorse ambientali su cui impostare, poi, le scelte programmatiche a medio e breve termine. Esso costituisce, quindi, una preziosa opportunità offerta alle amministrazioni comunali per costruire quadri sistematici di conoscenze ambientali entro cui dare organicità e coerenza alle previsioni di tutela e di sviluppo integrato del territorio, superando una concezione della pianificazione di stampo essenzialmente vincolistico e prescrittivo. Tale spirito di profonda innovazione sembra essere stato colto dalle amministrazioni comunali di Terra di Bari che si stanno accingendo ad avviare il processo di redazione del PUG.
Accanto a forme di pianificazione tradizionale, anche l’Area Metropolitana Terra di Bari ha, nell’ultimo decennio, attuato una serie di strumenti innovativi di programmazione urbanistica e territoriale. Essi costituiscono il tentativo, da parte delle amministrazioni, di costruire dei progetti di sviluppo del territorio mettendo a sistema risorse pubbliche e private ed attivando un ampio partenariato. Degno di nota, in questo senso, è il fatto che, nella sola Area Metropolitana Terra di Bari, ben tre Comuni hanno implementato il programma di iniziativa comunitaria Urban, pur con spiccate differenze in merito al periodo di attuazione, agli approcci ed ai risultati conseguiti. La capacità di alcuni degli interventi realizzati di porsi al centro di relazioni sovracomunali costituisce certamente un supporto concreto per l’irrobustimento di una struttura policentrica quale è quella dell’Area Metropolitana, dove l’ordinamento gerarchico coesiste con un’armatura urbana ricca di storia e di reciproche relazioni.
D’altro canto, alcuni comuni dell’Area hanno anche sperimentato alcuni nuovi strumenti di programmazione urbana e territoriale, primi tra tutti i Programmi di Recupero Urbano (PRU), specificatamente rivolti alla riqualificazione di tessuti urbani consolidati e degradati, ed i Programmi di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio (PRUSST), con specifico orientamento alla riqualificazione delle reti infrastrutturali ed alla costruzione di un sistema integrato di iniziative per lo sviluppo in rete dei territori. In aggiunta, molti dei comuni dell’Area Metropolitana hanno partecipato al bando per i Contratti di Quartiere in taluni casi aggiudicandosi il finanziamento richiesto. Tali progetti hanno investito varie aree degradate della città, siano esse zone di edilizia economica e popolare, i centri storici o altre zone ancora.
Nell’Area Metropolitana, infatti, così come in generale nel contesto regionale pugliese, la “periferia urbana” non è solo quella fisicamente distante dal centro, ma talvolta coincide con quella porzione di città antica spesso interessata da progressivi fenomeni di degrado fisico e sociale. In questo spirito è da intendersi anche la vasta partecipazione dei Comuni dell’Area al bando per i Progetti Integrati per la Riqualificazione delle Periferie (PIRP) che l’amministrazione regionale ha recentemente bandito e cui hanno dato risposta più della metà dei comuni dell’Area (16 su 31), in una percentuale, quindi, leggermente superiore alla media regionale. Tale bando, infatti, è stato colto dalle amministrazioni dell’Area come un’occasione di estremo interesse per affrontare, attraverso le risorse di un ampio partenariato, problemi di degrado fisico, sociale ed economico, supportando, altresì, il rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica che in Puglia, come altrove, ha accumulato ritardi notevoli negli ultimi decenni.
Infine, in alcuni Comuni sono nate alcune Società di Trasformazione Urbana (STU) che, per il loro specifico ambito di azione, volto alla progettazione ed alla realizzazione di interventi di trasformazione urbana mediante capitali misti pubblico-privati, sembrano offrire interessanti opportunità. In particolare, appaiono di rilievo quegli esempi di STU costituite specificatamente per la realizzazione di alloggi nel Piano di Edilizia Economica e Popolare (PEEP) i quali mostrano le potenzialità di tali strumenti per l’intervento in alcuni settori dove le amministrazioni comunali incontrano sempre maggiori difficoltà ad agire a causa delle esigue risorse pubbliche a loro disposizione.
In questo clima di rinnovamento e di sperimentazione, in un contesto in cui nuovi bisogni e nuove domande sembrano contraddistinguere le nostre città ed i nostri territori, ci si chiede se e come questi nuovi strumenti di programmazione e di intervento saranno in grado, accanto ai rinnovati strumenti di pianificazione urbana e territoriale, di fornire delle risposte adeguate. Particolare rilevo assumono, infatti, importanti nodi problematici non ancora risolti, che vanno dal recupero dei centri storici alla riqualificazione delle periferie ed al problema della casa, dalla conservazione delle campagne storiche al potenziamento dei servizi e dei collegamenti tra le nostre città.