CITTÀ STORICA
Le città dell’Area, dotate di una straordinaria continuità insediativa attraverso i secoli, mostrano caratteristiche proprie delle città mediterranee.
Il Mediterraneo cui queste città appartengono non è tanto il luogo geografico e del mito, quanto il luogo dove la contrapposizione storica tra identità culturali, sociali ed economiche differenti si è sedimentata in forme urbane complesse, la cui dinamica formativa e la cui natura sono originali. Spesso fondate in luoghi di attestamento peuceta, apulo o japigio, dotate in taluni casi di indipendenza ed autonomia politica già in età romana, spesso sottoposte a distruzioni e ricostruzioni radicali durante il periodo Tardo-antico e l’Alto-Medioevo, le città dell’Area Metropolitana hanno trovato in epoca medievale una forma stabile ancora distinguibile all’interno dell’attuale configurazione urbana.
I centri storici, imbiancati a latte di calce o in pietra tufacea a vista, emergono come cuori di pietra sempre immediatamente individuabili, e sono spesso dominanti all’interno della città attuale.
I centri storici della costa sono generalmente attraversati da dedali di strade strette e sinuose, capaci di tagliare i venti; hanno forma estremamente compatta, quasi monolitica, abbarbicata attorno alle insenature naturali dei porti.
Elemento comune a molti centri storici dell’entroterra, dotati di trame viarie più regolari ed ampie, è invece il rapporto con le lame: lambiti o addirittura attraversati dai solchi carsici, in assenza di corsi d’acqua superficiali, si attestano storicamente in prossimità di questi “non-fiumi”, presidiandoli in posizione di sicurezza, al riparo dal rischio idrogeologico.
I nuclei medievali delle città dell’Area Metropolitana mantengono quasi sempre il segno delle antiche mura, ora affioranti nel tessuto urbano, ora rimaste come impronta su cui scorrono viabilità circolari che circumnavigano il centro storico, ora trasformate in mura abitate, ora costituite da elementi naturali.
All’interno della maggior parte dei centri storici dell’Area, emergono i caposaldi monumentali degli incastellamenti, delle cattedrali romaniche e delle chiese matrici, dei palazzi del governo municipale e dei complessi ecclesiastici e conventuali. Tutti punti fissi la cui funzione di orientamento cultuale, politico, sociale e commerciale all’interno della città antica è amplificato dagli spazi aperti che in loro prossimità interrompono l’alta densità dell’impianto urbano.
Il carattere compatto della città antica si trasferisce anche nelle espansioni secentesche, settecentesche e ottocentesche, che mantengono una continuità con l’insediamento più antico e introducono nelle città un sistema di spazi aperti ed alberati (le ville) assenti nella conformazione satura del centro originario. Sottoposti nel ‘900 anche ad interventi di diradamento, molti dei centri storici dell’Area Metropolitana hanno vissuto durante gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso una crisi materiale e sociale. In alcuni casi, a un declino della funzione vitale della città storica si è aggiunta la contestuale espulsione massiccia di attività produttive e di residenti verso le periferie di nuova costruzione.
Spesso associato al degrado del patrimonio abitativo e alla scarsa dotazione di servizi, questo fenomeno ha determinato la trasformazione di ampi settori della città storica in periferie interne della città. A partire dagli anni ’80 e ’90 si è sviluppata una rinnovata sensibilità nei confronti della cuore antico delle città, come dimostrano i numerosi interventi di urbanizzazione primaria e di riqualificazione degli spazi pubblici aperti, in particolare mediante la posa di nuovi basolati o il recupero di quelli antichi.
In molti casi, le Amministrazioni comunali guardano ai propri centri storici come ideali contenitori di attività culturali, per coniugare il recupero del patrimonio monumentale pubblico con l’innalzamento qualitativo delle funzioni urbane erogabili nei centri storici, incrementandone l’attrattività turistica, sociale ed economica. Allo stato attuale resta ancora in gran parte inevasa la domanda di servizi alla residenza ed é ancora irrisolto il nodo dell’accessibilità, ancor più problematica con l’allargamento della fruizione ai non residenti.
Se si considera la relazione che ancora, seppur affievolita, esiste tra i centri antichi e la rete disattivata di attraversamenti storici, architetture rurali ed ecclesiastiche nel territorio aperto, sembra possibile includere anche il patrimonio rurale in una definizione più ampia e fondata di centro storico alla scala metropolitana.