CITTÀ CONTEMPORANEA
La città storica – compatta e distinguibile con nettezza dal territorio rurale aperto al suo esterno – è rimasta riconoscibile fino agli anni ’70 del Novecento. Fino a tre decenni fa erano rari i fenomeni di crescita diffusa o diretta linearmente lungo le infrastrutture viarie interurbane. Attraverso una elevata densità abitativa, la città storica aveva contenuto il consumo di suolo in relazione alla popolazione insediata, assumendo i caratteri di una città satura, con una scarsa dotazione di servizi collettivi e di spazi pubblici aperti.
Dagli anni ’70 in poi ha avuto inizio una crescita urbana che ha comportato incrementi di suolo urbanizzato in alcuni casi superiori al 300%. A precorrere i tempi di questo nuovo processo di urbanizzazione è stata Bari, che ha iniziato al principio degli anni ’60 ad espellere funzioni produttive e residenziali, esercitando un forte potere attrattivo sulle frazioni sub-urbane limitrofe. Le periferie di iniziativa pubblica realizzate nel territorio comunale di Bari sono un esempio emblematico delle nuove espansioni urbane nell’Area Metropolitana. Progettate come frammenti compiuti di città, in teoria capaci di assolvere in sé ogni tipo di funzione urbana, nel loro effettivo assetto compiuto costituiscono spesso dei non-quartieri, separati dalla città tradizionale sia per distanza di localizzazione che per discontinuità morfologica. Caratterizzate il più delle volte da edificazione in linea su impianti insediativi ortogonali incapaci di fare città e connotate dalla mancata realizzazione di servizi alla residenza e dall’assenza di verde urbano attrezzato, le espansioni urbane di questo tipo sono spesso divenute isole autistiche e segregate, con un forte degrado sociale associato ad un consumo espansivo di suolo non sostenibile dalla rete di trasporto pubblico.
Un altro aspetto della crescita urbana recente sono gli insediamenti esterni alla città tradizionale che rispondono a nuovi usi (produttivo-industriali, turistico-residenziali, commerciali a servizio della grande distribuzione, eccetera) o a nuove declinazioni di usi già presenti (edilizia residenziale, strade-mercato, eccetera). Tra i nuovi tipi insediativi emergono i recinti produttivi e commerciali, tra le prime forme di espansione extra-urbana (insieme alle periferie pubbliche) ad assumere caratteri distinti e riconoscibili rispetto alla complessità multifunzionale della città storica. Spesso privi di relazioni con i territori in cui sono localizzati, se si esclude il nesso funzionale con le infrastrutture della mobilità, nel tempo hanno assunto (è il caso delle ASI di Bari-Modugno e di Molfetta) un carattere misto, tra commercio specializzat e centro commerciale della grande distribuzione, a sua volta integrato con attrezzature per il tempo libero e nuovi recinti residenziali (è il caso emblematico di Casamassima).
Considerata la rilevanza strategica delle funzioni economiche contenute in questi tipi extra-urbani (in cui tendono anche in alcuni casi a prodursi nuovi modelli sociali di aggregazione), alla luce della futura realizzazione prevista nei prossimi anni di nuove aree consimili, si pone con evidenza la questione del rapporto tra queste piattaforme produttivo-commerciali e la città storica.
Ulteriori aspetti dell’urbanizzazione in atto sono i recinti residenziali, la urbanizzazione diffusa nel territorio rurale e i nuclei di residenza stagionale lungo la costa. Generalmente legati dalla comune ricerca di modelli abitativi che assicurino maggiore comfort ed isolamento, queste forme di crescita urbana più recente tendono a manifestarsi ai margini delle città o lungo le principali direttrici di collegamento.
Ne é parte cospicua la proliferazione delle seconde case, diffuse tanto nel paesaggio rurale (dove si innestano in una progressiva trasformazione del territorio, che vede la propria funzione produttiva spesso ridursi a condizione residuale), quanto nella fascia costiera (dove si inseriscono in un quadro di intensività e diffusività dell’espansione edilizia concentratasi a partire dagli anni ’60, in forma pianificata o abusiva, nella porzione territoriale stretta tra i fasci infrastrutturali e la costa).
Infine, nella porzione centrale dell’Area Metropolitana si è consolidata la strada-mercato, nata dalla progressiva crescita lungo le strade di collegamento statali o provinciali di attività artigianali, di deposito e commerciali, sia all’ingrosso che al dettaglio.
Sprovvisti di viabilità di accesso differenziata, questi tipi insediativi da un lato pongono specifici problemi di efficienza e di sicurezza stradale, dall’altro suggeriscono un possibile modello alternativo al tipo del recinto produttivo e commerciale, poiché utilizzano il radicamento territoriale dei tracciati esistenti e possono costituire un antidoto al consumo di suolo per medesime funzioni nel territorio aperto.