GIOVANI, ADULTI, ANZIANI E GRANDI VECCHI: (DIS)EQUILIBRI DI UN TERRITORIO....
a cura di Pierpaolo Bonerba
Per comprendere chiaramente la complessità di una popolazione è opportuno osservare la sua distribuzione per età. Tempo addietro, la struttura per età di una popolazione veniva osservata seguendo uno schema convenzionale che ripartiva la popolazione in tre contingenti di popolazione (giovane 0-14 anni, adulta 15-49 anni e anziana 50 anni ed oltre). Se l'ammontare della popolazione giovane (0-14) fosse risultato superiore all'ammontare della popoazione anziana ( 50+) la struttura della popolazione veniva indicata con il termine di tipo progressivo; se i due ammontari si fossero equivalsi prendeva il nome di struttura stazionaria; se l'ammontare della popolazione anziana (50+) si rivelava superiore all'ammontare della popolazione giovane (0-14) la struttura della popolazione veniva indicata con il termine di tipo regressivo. A seguito dei processi di avanzamento di transizione demografica ed ai mutati equilibri osservati in termini di fecondità e mortalità, è stato possibile riconoscere i cambiamenti strutturali della popoazione. Negi ulltimi anni la classe denominata anziana ha subito diverse modifiche: si è passati dal convenzionale 50 anni alla soglia di età pensionabile 60 anni; a tutt'oggi però, in tutta l'Europa Occidentale, l'età di soglia degli anziani parte dai 65 anni inclusi. Non è da escudere che tali valori, a seguito della speranza di vita alla nascita in continuo aume nto, possa variare ancora. La piramide delle età è uno strumento che ben si presta all'analisi ed allo studio della composizione per sesso e per età di una popolazione. Appaiono lecite domande del tipo: qual'è la classe giovane? chi sono gli adulti? sei anziano a 60 o 65 anni? i grandi vecchi esistono ovunque? In pratica la suddisivione convenzionale può essere sostiutita da suddivisoni ad hoc create in base all'effettivo contingente della popolazione che si vuol esaminare.