GLI STRANIERI: PESO O RISORSA PER IL TERRITORIO?
a cura di Pierpaolo Bonerba
Attualmente, una delle principali problematiche a cui è sottoposta l'Italia è la forte presenza di flussi migratori. Tuttavia ci si chiede se l'Italia senta la presenza straniera come un peso o come valore aggiunto per il territorio. Se consideriamo lo scarso incremento annuale di popolazione, sempre più caratterizzato da un tasso di fecondità totale (1,36) ben lontano dalla soglia di sostituzione (2,1), diventa illuminante pensare che gli immigrati possano essere la vera risorsa di un territorio sempre più anziano. La regione Puglia, identificata come il tacco dell'Italia, è sempre stata ponte e collante tra Oriente ed Occidente; terra di approdo per la popolazione balcanica (negli ultimi vent'anni) e per le popolazioni maghrebina ed Eritrea negli anni Ottanta. Un ultimo appunto va osservato per i Mauriziani: essi hanno iniziato il loro insediamento negli anni Ottanta ed oggi (al 2006) sono circa 5.000 in tutta Italia, suddivisi tra Puglia e Sicilia.
Grazie ai dati ottenuti dalla preziosa collaborazione della Camera Commercio di Bari è stato possibile scoprire che nella provincia di Bari, nel 2005, le imprese iscritte erano 1.862. I maggiori imprenditori sono risultati i Marocchini con 506 attività, poi i Cinesi (250), i Senegalesi (187), gli Albanesi (184) ed i nativi del Bangladesh con 158. Sotto le 100 unità si registrano gli Algerini (71) ed i tunisini (57). Va osservato che la Camera di Commercio di Bari, quando registra le imprese non rileva la cittadinanza ma bensì lo stato di nascita. Per qusta ragione si è evitato di prendere in considerazione i titolari delle imprese che presentevano come stato di nascita i paesi di antica emigrazione italiana (Francia, Belgio, Germania, Usa, Canada, Australia, Argentina, Venezuela). Entrando nello specifico dei settori di investimenti si è rilevato che i Marocchini (96,8%), i Cinesi (75,5%), i Senegalesi (98,9%) investono nel settore Ateco 2002 denominato G ingrosso-dettaglio-commercio; mentre gli albanesi si dedicano in egual misura sia nel settore G (28,3%) ed il settore F (28,3%) delle Costruzioni. Per quel che concerne i mauriziani si osserva che essi ppreferiscono essere impiegati come colf ed addetti alle pulizie piuttosto che tentare l'avventura di tipo commerciale.