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LA LEGGE REGIONALE SUI DISTRETTI PRODUTTIVI

 

La Legge Regionale n. 23 “Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi” pubblicata dalla Regione Puglia il 3 Agosto 2007, nasce per promuovere, sostenere e favorire le iniziative ed i programmi di sviluppo su base territoriale tesi a rafforzare la competitività, l’innovazione, l’internazionalizzazione, la creazione di nuova e migliore occupazione e la crescita delle imprese che operano nei settori dell’agricoltura, della pesca, dell’artigianato, dell’industria, del turismo, del commercio e dei servizi alle imprese.

I distretti, promossi da raggruppamenti di imprese o da associazioni di categoria e sindacali di rilevanza regionale, possono assumere le seguenti configurazioni:

 

    reti di imprese (orizzontali e verticali);

    distretto tecnologico;

    sistema turistico locale;

    distretto transregionale.

 

Al primo gruppo appartengono le reti di imprese, legate per tipo di specializzazione orizzontale (comparti produttivi) e/o verticale (filiere produttive) per attività collegate e integrate, appartenenti a uno o più ambiti territoriali anche non confinanti tra loro con il coinvolgimento delle istituzioni operanti nei suddetti ambiti.

Alla seconda tipologia sono riconducibili i distretti produttivi a elevato contenuto tecnologico (cosiddetti distretti tecnologici) nei quali ha maggiore rilevanza la presenza di soggetti dediti alle attività di ricerca e sviluppo (università, centri di ricerca pubblici e privati, laboratori di imprese innovative).

Al terzo gruppo fanno riferimento i sistemi turistici locali  ai sensi dell’articolo 5 della legge 29 marzo 2001, n. 135 (Riforma della legislazione nazionale del turismo) e dell’articolo 5 della legge regionale 11 febbraio 2002, n. 1 (Norme di prima applicazione dell’articolo 5 della L.135/2001 riguardante il riordino del sistema turistico pugliese) e delle relative norme di attuazione.

All’ultimo gruppo appartengono i distretti produttivi che interessano territori di più regioni (transregionali), anche al di fuori del territorio nazionale (transnazionali).

Benché all’art. 2 della predetta Legge si evidenzia che il tratto comune dei distretti produttivi è la presenza di una significativa concentrazione di imprese fra loro integrate in un sistema produttivo rilevante e di un insieme di attori istituzionali e sociali aventi competenze e operanti nell’attività di sostegno all’economia locale, tali distretti produttivi, una volta ottenuto il riconoscimento regionale, diventeranno l’interlocutore privilegiato della Regione Puglia per le politiche di internazionalizzazione, competitività e  innovazione del sistema produttivo locale.