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QUALE PROSPETTIVE DI SVILUPPO ECONOMICO PER L’AREA MTB?

 

La Metropoli Terra di Bari (MTB) ha una struttura economica ampia e variegata. Il valore aggiunto totale, pari a circa 15 miliardi di Euro, nel 2004, si ripartisce in modo differenziato nei 31 comuni tra tutti i settori economici con una netta prevalenza del settore dei servizi.

 

Fig. 1 – Ripartizione del valore aggiunto prodotto nella MTB - fonte IPRES, 2005

 

Secondo quanto definito dall’ISTAT nel 2001, nell’area metropolitana ricadono sette sistemi locali di lavoro con una diffusa presenza nei piani regolatori di ciascun Comune di aree da destinare ad attività produttive.

 

Tab. 1 – Sistemi locali del lavoro - fonte ISTAT, 2001

  

Ogni sistema locale è caratterizzato da una sua specificità sia per quanto riguarda le dinamiche sociali e lavorative sia per quanto riguarda le specializzazioni produttive presenti.

Il comune di Bari ed i comuni contermini pur essendo caratterizzati da un economia prevalentemente basata sul terziario, con una forte presenza di imprese operanti nel commercio e di poli tecnologici di imprese operanti nel settore ICT, racchiudono il polo industriale dell’agglomerato ASI Bari-Modugno-Bitonto.

All’interno di tale agglomerato sono presenti numerose imprese sia di carattere industriale (manifatturiere e di costruzioni) che commerciale, con una predominanza di imprese appartenenti al settore della meccanica.

In aggiunta, spicca la tradizione agricola ed artigianale specie nei comuni limitrofi l’agro di Bitonto, dove sono presenti coltivazioni di elevata qualità.

I sistemi locali cui afferiscono i comuni dell’entroterra sono invece caratterizzati da un numero più elevato di aree rurali, da un’economia prevalentemente basata sull’agricoltura e sull’artigianato che in alcuni casi sta evolvendo verso l’agro-industria (es: Rutiligano, Noicattaro, Gioia del Colle) in altri si sta specializzando verso il settore terziario e del turismo.

I sistemi locali del Nord-barese sono caratterizzati da una forte eterogeneità in termini di specializzazioni produttive. La tradizionale vocazione agricola del territorio ha contribuito allo sviluppo del settore agro-industriale. Inoltre il sistema locale di Corato è stato classificato dall’ISTAT come uno degli 8 distretti industriali presenti in Puglia per la diffusa presenza di imprese tessili di piccole e medie dimensioni, lungo l’asse Corato-Andria-Barletta. Il nord-barese è, inoltre, caratterizzato dalla vocazione commerciale di Molfetta, dove l’agglomerato industriale ASI si sta convertendo in un polo commerciale, e da quella turistica presente a Giovinazzo.

Il quadro che si presenta è quindi fortemente eterogeneo; tuttavia nel tempo sono emerse esigenze comuni, dovute sia a fenomeni esogeni che endogeni ai singoli territori, quali la volontà di definire nuovi modelli di governance del territorio, la necessità di contrastare la crescente pressione competitiva da parte dei Paesi emergenti, l’invecchiamento della popolazione attiva nei settori tradizionali.

Tali esigenze nel tempo hanno favorito forme di coesione che in alcuni casi sono nate in modo spontaneo all’interno del sistema privato, in altri casi sono strutturate dal pubblico mediante forme di incentivazione ovvero realizzando progettazioni integrate (es: PIS e PIT).

Dal quadro di riferimento delineatosi nell’analisi di contesto e nella diagnosi effettuate anche con il contributo degli interventi fatti durante il forum metropolitano tenutosi il 19 settembre 2007 nella Giornata dell’Economia presso la Fiera del Levante, pur rimanendo manifeste le specificità dei singoli territori, emergono  punti di forza e di debolezza che riguardano tutta l’area Metropolitana a cui è necessario fornire risposte univoche mediante politiche di coesione, strategie condivise ed azioni di sistema.