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STRATEGIA DI LISBONA

 

La strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione è stata rilanciata in occasione del Consiglio europeo del marzo 2005 e si concentra su obiettivi specifici:

 

           attirare un maggior numero di persone sul mercato del lavoro e modernizzare i sistemi di previdenza sociale. Gli Stati membri e le parti sociali devono, da un lato, applicare politiche che motivino i lavoratori a rimanere attivi dissuadendoli dall'abbandonare prematuramente il mondo del lavoro e, dall’altro, riformare il sistema di protezione sociale al fine di realizzare un miglior equilibrio fra sicurezza e flessibilità;

           migliorare la capacità di adattamento dei lavoratori e delle imprese ed aumentare la flessibilità dei mercati del lavoro, e semplificare il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali per facilitare la mobilità dei lavoratori;

           investire ulteriormente nel capitale umano tramite il miglioramento dell'istruzione e delle competenze e adottare un programma comunitario per l'istruzione e la formazione durante l'intero arco della vita.

 

Le linee di orientamento integrate per la crescita e l'occupazione per il periodo 2005-2008 si concentrano, pertanto, sui seguenti obiettivi mirati:

 

           applicare politiche per l'occupazione volte a raggiungere la piena occupazione, a migliorare la qualità e la produttività del lavoro e a potenziare la coesione sociale e territoriale;

           favorire un approccio basato sul ciclo di vita con riferimento al lavoro (es: azioni per i giovani, per le donne, per permettere una migliore conciliazione della vita professionale e della vita familiare e proporre strutture accessibili e sostenibili di custodia dei bambini e di accoglienza delle altre persone a carico, ecc.);

           garantire mercati del lavoro che favoriscano l'inserimento, migliorare l'attrattiva dei posti di lavoro e rendere il lavoro finanziariamente attraente per chi è in cerca di lavoro, anche per le persone svantaggiate e per quelle inattive;

           migliorare la risposta ai bisogni del mercato del lavoro (es: modernizzare e potenziare le autorità responsabili del mercato del lavoro, anticipare meglio i bisogni di competenze, le penurie e i blocchi sul mercato del lavoro, gestire in maniera giudiziosa le migrazioni economiche);

           favorire la flessibilità conciliandola con la sicurezza del posto di lavoro e ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, tenendo conto del ruolo delle parti sociali;

           assicurare un'evoluzione dei costi del lavoro e instaurare meccanismi di definizione delle retribuzioni che siano favorevoli all'occupazione;

           aumentare e migliorare l'investimento nel capitale umano;

           adattare i sistemi di istruzione e di formazione ai nuovi bisogni in materia di competenze (es: migliorare e garantire l'attrattiva, l'apertura e il livello di qualità dei sistemi di istruzione e di formazione, rispondere ai bisogni nuovi sul piano professionale e sul piano delle competenze essenziali, nonché ai bisogni futuri in termini di qualifiche, ecc.).