CONOSCENZE
Negli anni Novanta, sull’onda di una rivoluzione tecnologica che aveva prodotto un calo sensibile nei costi di immagazzinamento e trasmissione delle informazioni, iniziò a prendere piede l’idea che l’ambiente socio-economico mondiale si trovasse ad un importante punto di svolta e si delinearono sentieri di sviluppo basati su una nuova variabile chiave: la conoscenza. Secondo il “Knowledge and Learning Report”, rapporto comunitario elaborato nel 2000 dal Joint Research Centre, la conoscenza “nuova” o “migliore” era responsabile in misura del 70-80% della crescita economica europea.
La visione di una economia e di una società sempre più basate sulla conoscenza ha, pertanto, modificato le dinamiche di competitività territoriale. Infatti, la competitività di un territorio, attualmente, non è più unicamente influenzata dalla disponibilità dei fattori produttivi tradizionali, come le infrastrutture fisiche o il capitale, ma si basa sempre più sui cosiddetti fattori “intangibili”, come la conoscenza, l’apprendimento, il capitale umano, l’innovazione. In particolare, diventano oggetto di interesse i meccanismi di produzione, accumulazione e trasmissione della conoscenza attraverso dinamiche di apprendimento, processi di networking e attività di ricerca scientifica.
Queste trasformazioni hanno forti ripercussioni sull’ambiente socio-economico globale e si traducono, ad esempio, in una tendenza alla crescita di attività produttive ad alta intensità di conoscenza, alla fornitura di servizi sempre più innovativi e in una crescita della domanda di lavoro altamente qualificato.
In tale ottica, i percorsi di educazione e formazione, le attività di ricerca ed il mercato del lavoro non possono più essere pensati come comparti indipendenti ma devono necessariamente sviluppare sinergie e canali di coordinamento per uno sviluppo coerente che eviti sprechi di risorse e che finalizzi gli sforzi formativi incentivando l’accumulazione di capitale umano.