IL TERZO SETTORE IN TERRA DI BARI
Il fenomeno della solidarietà organizzata nella Metropoli Terra di Bari (MTB) è appena entrato nella soglia di maturità avendo in media circa vent’anni anni di anzianità e rivela anche negli ultimi anni una certa vivacità anagrafica, soprattutto per la nascita di nuove organizzazioni un po’ ovunque.
Fig. 1 - Distribuzione delle ONG nella MTB - fonte IPRES, ISTAT
Si notano, al riguardo, alcune differenze marcate tra Ong anziane e recenti, in termini di stabilità, buona gestione delle risorse umane e capacità operativa, tra le prime, e impegno negli emergenti settori della partecipazione civica, dalla cultura alla tutela dei beni comuni, tra le seconde.
Il loro raggio di intervento abituale sembra prevalentemente quello comunale (o sub-comunale), espressione dell’iniziativa di gruppi locali di cittadini e quindi ben radicato nel territorio, pur se una parte cospicua del volontariato organizzato della MTB garantisce una copertura provinciale dei servizi che offre - soprattutto per interventi sanitari di intesa con la Azienda Sanitaria Locale - calmierando così inevitabili disomogeneità territoriali.
Nella metà dei casi le Ong sono contrassegnate da una sigla nazionale o sovralocale a cui sono affiliate o federate; lo sono in particolare le unità di più remota origine, stante la più recente nascita di organizzazioni che esprimono la volontà partecipativa di gruppi di cittadini che si formano spontaneamente.
Le associazioni che operano esclusivamente per terze persone sono un numero esiguo e spesso composte da volontari; esse tendono a diminuire significativamente con lo sviluppo più recente delle Ong orientate a interagire con più portatori di interesse e di tutela, interni ed esterni (multistakeholders).
L’impegno medio delle Ong nella MTB appare plurisettoriale, anche se l’attività prevalente resta di tipo socio sanitaria, quella più tradizionale di sostegno e di cura della persona, e più di quanto non si verifichi in altre aree del Paese (tra le altre, Fivol, 2005).
Tale squilibrio settoriale si deve presumibilmente ad un ritardo nella modernizzazione delle politiche sociali sulla base dei nuovi paradigmi (prevenzione, promozione sociale e partecipazione) e in relazione all’evoluzione della domanda di qualità della vita dei cittadini (dai consumi, all’ambiente, all’educazione permanente).
Il preminente impegno a supporto delle attività del Welfare tradizionale comporta una estesa quota di Ong che opera a beneficio di specifiche categorie di utenza o di gruppi di cittadini.
Nella metà dei casi si può parlare di pluriutenza, con una particolare attenzione alla popolazione in età evolutiva, agli anziani, ai disabili e ai malati/traumatizzati. Va rilevato anche l’impegno trasversale nei confronti della famiglia, a segnalare come per una parte non irrilevante di Ong sia considerata una sorgente di risorse da attivare al fine di liberare al suo interno energie e competenze di intervento sui membri portatori di problemi.
Tra le categorie spiccano quelle che descrivono interventi o servizi cosiddetti “leggeri”, molto orientati all’assistenza diretta e concreta, a partire da attività di ascolto, sostegno morale e materiale, orientamento e consulenza, accompagnamento e accoglienza. Cominciano ad avere un certo peso anche le attività orientate a produrre sensibilizzazione, a fungere da megafono di problemi e bisogni, a dare ad essi visibilità e a far prendere coscienza attraverso pubblicazioni, convegni, dibattiti.
Si tratta di un ruolo culturale che, a partire dalla puntualizzazione sui bisogni dovrebbe anche permettere, alle unità più rappresentative del volontariato, di dare un contributo non secondario alla programmazione e progettazione locale (civicness).
Il tasso di organizzazioni aderenti a Consulte del volontariato e a coordinamenti delle organizzazioni solidaristiche appare piuttosto elevato: vi partecipano otto unità su dieci e una su due ad entrambi i tipi di organismi.
Si tratta di una partecipazione che, soprattutto nelle Consulte generaliste comunali o provinciali non è molto frequente né incisiva, anche se ha costituito un primo laboratorio di interazione con le istituzioni pubbliche in funzione dell’attuale opportunità di partecipare ai tavoli della concertazione e della progettazione locale, soprattutto nell’ambito della elaborazione e realizzazione dei Piani Sociali di Zona.
In generale il collegamento con una serie di soggetti pubblici e privati è piuttosto elevato anche se a diversi livelli di interazione e collaborazione (un’asimmetria strutturale tra presunti “embedded” alle amministrazioni e non, dato registrato all’interno del Forum Metropolitano Welfare).
In particolare il rapporto con le istituzioni pubbliche si manifesta come significativo fin dall’iscrizione ad un registro locale o regionale, quale ricerca di riconoscimento di idoneità che apre la possibilità ad incentivi, contributi, formazione, valorizzazione nei momenti partecipativi dell’elaborazione delle politiche sociali.
Tra gli aspetti di criticità quello maggiormente palesato è la difficoltà a reperire le risorse finanziarie, ma nel complesso le Ong soffrono soprattutto della mancanza, inadeguatezza o scarsa tenuta delle risorse umane che richiama all’importanza di migliorare l’organizzazione interna e la capacità di inserimento, partecipazione e valorizzazione dei nuovi operatori garantendone il fisiologico turn-over.
Le funzioni organizzative più deboli delle Ong della MTB risultano quelle relative all’analisi dei bisogni e delle risorse del territorio, la valutazione delle attività e dei servizi, la gestione e formazione del personale, nonché la raccolta fondi.
I bisogni maggiormente percepiti sembrano essere di almeno quattro tipi che ricorrono anche nelle prime consultazioni effettuate attraverso lo strumento dei Forum Metropolitani:
· disporre di un maggior numero di operatori, tra cui i giovani;
· esigenza di professionalizzazione in relazione all’attenzione alla qualità e alla valutazione che sta entrando decisamente nella cultura del terzo settore;
· essere maggiormente valorizzate e sostenute dalle istituzioni pubbliche;
· incrementare i propri finanziamenti.
Su questo quadro articolato di bisogni si è avviata una prima riflessione condivisa in occasione del Forum Metropolitano Welfare, tenutosi il 15 settembre 2007 presso la Fiera del Levante. È possibile esprimere le proprie opinioni sull’argomento nella sezione forum welfare.