MINORI
Le due aree (Famiglia e Minori) vengono trattate congiuntamente alla luce delle forti connessioni che si rilevano tra le stesse, sia per la programmazione, sia per la realizzazione dei servizi che degli interventi. Negli ultimi anni un forte impulso ad una nuova politica dei servizi socio assistenziali per questa fascia di popolazione è stato sicuramente determinato dalla L. 285/97, che ha visto la realizzazione di interventi a favore di minori e adolescenti, finalizzati a favorire l’integrazione sociale e culturale e la creazione di relazioni significative con i singoli e con i gruppi. Sono state realizzate numerose iniziative per rispondere ai bisogni e alle aspettative del territorio attraverso la creazione di sinergie con il mondo della scuola e con le associazioni culturali e sportive.
Tra le azioni prioritarie, risultano quelle orientate alla dispersione scolastica, alla promozione delle relazioni interpersonali e intersistemiche, alla prevenzione delle situazioni di disagio relazionale e al conseguente rischio di istituzionalizzazione, potenziando l’istituto dell’affido e valorizzando il tempo libero quale opportunità educativa, sviluppando il senso di appartenenza alla comunità locale nonché il senso civico.
Pur tuttavia, gli interventi rivolti ai minori sembrano ancora troppo ancorati all’interno di un “progetto globale sulla famiglia”, che privilegia forme certamente virtuose di collaborazione stabili con le risorse istituzionali e informali del territorio, ma che rischia di oscurare la prospettiva di una messa al centro del minore nell’allocazione dei finanziamenti al fine di tutelarne l’interesse specifico. L’universo minorile della Metropoli Terra di Bari (MTB) è infatti variegato, e povertà, lavoro minorile, violenza extra-domestica e intrafamiliare ne segnano spesso l’orizzonte. La povertà infantile nel nostro paese continua a essere un fenomeno poco conosciuto così come poco noto è il lavoro minorile. Si stima che in Italia siano tra i 450 e i 500 mila di età compresa fra i 10 e i 14 anni i minori vittime di sfruttamento economico e costretti a lavorare precocemente: si tratta di lavori che in genere nascono come collaborazione alle attività o imprese famigliari per poi trasformarsi in lavori più pesanti alle dipendenze di parenti o conoscenti.
Così come 1 milione invece, sempre in Italia, risultano i bambini e bambine vittime di violenza ‘assistita’, cioè testimoni di abusi e maltrattamenti ai danni soprattutto di fratelli e madri
Di particolare significatività nell’Area Metropolitana, e soprattutto nel capoluogo, appare la categoria dei minori a rischio di illegalità, coinvolti nelle reti informali suburbane e del sommerso, progressivamente istruiti a compiere nel tempo crimini sempre più significativi e subire le culture dominanti. Tra le province maggiormente coinvolte in Italia vi sono quelle di Bari e Taranto i cui rispettivi Tribunali minorili hanno decretato affidamenti giudiziali, soprattutto a comunità e istituti, in percentuale di molto maggiore a quella nazionale. Bari detiene il 75% degli affidamenti giudiziali e Taranto il 93%, contro il 58% del valore medio nazionale. Il Tribunale per i Minorenni del Capoluogo, la Questura, l’Ufficio Servizio Sociale Minori del Ministero di Giustizia, segnalano l’aumento dei minori coinvolti in tali attività, con l’aggravante che, la criminalità, soprattutto a Bari, ha una radicata struttura di tipo familiare, molto coesa e fondata su vincoli di parentela che si estendono in maniera relazionale sull’intero tessuto urbano e nell’hinterland.
L’area dei diritti dei minori risulta non a caso “privilegiata” in quasi tutti gli ambiti territoriali della MTB anche se “letta” in maniera differente a seconda dei contesti e delle problematicità differenti. Potremmo distinguere a questo proposito due approcci differenti: il primo più incline al recupero della legalità e della tutela dei diritti (Bari, Modugno, Bitetto, Bitritto), il secondo invece teso al rafforzamento del senso civico, di appartenenza comunitaria e di adesione a reti comunicative intra e inter-comunali (Gioia del Colle, Sammichele, Turi, Grumo).
Le esigenze di socializzazione e di apprendimento per questa categoria caratterizzano in maniera indiscriminata tutta la MTB nel suo complesso.
Su questo quadro articolato di bisogni si è avviata una prima riflessione condivisa in occasione del Forum Metropolitano Welfare, tenutosi il 24 settembre 2007 nella Giornata del Sociale presso la Fiera del Levante. È possibile esprimere le proprie opinioni sull’argomento nella sezione forum welfare.