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FAMIGLIA

 

È mutato profondamente lo scenario sociale all’interno del quale si svolge l’azione delle famiglie: partecipazione della donna al mercato del lavoro, aumento delle separazioni coniugali, aumento delle famiglie monogenitoriali, monoparentali (soprattutto tra gli anziani) e delle famiglie ricomposte, aumento delle separazioni e dei divorzi, prolungamento della permanenza dei figli presso la casa dei genitori, necessità di cura ed assistenza agli anziani (carico famigliare), precarietà economica e scarsità abitativa sono le principali fenomenologie che segnano la transizione. Una transizione che sebbene alluda ad una “crisi” del modello, questa sembra toccare più la sua ri-definizione più che la riduzione delle funzioni tradizionalmente assegnatele (se mai aumentate). In altri termini, la pluralizzazione delle forme famigliari nella Metropoli Terra di Bari (MTB) non autorizza ad ipotizzare il suo declino e tanto meno il suo transitare da istituzione a movimento, quanto al contrario sembra ancora rappresentare il nucleo centrale dell’universo solidale dell’Area nonché, a fronte di una scarsità di reti e servizi di protezione e sostegno, ancora il più efficace “ammortizzatore sociale” e nodo di accesso privilegiato alle opportunità (sociali e di lavoro).

Nel 2006 il numero complessivo dei nuclei familiari presenti nell’Area ammonta a 354.359 unità, di cui 128.136 nel solo Comune di Bari con una percentuale del numero di famiglie sulla popolazione residente del 36.57%. L’Area sembra ancora riconoscersi, sia pure con diverse accentuazioni, nel modello tradizionale di famiglia e non è ancora attraversata in maniera significativa, come altrove, dalla validazione sociale di altre forme di convivenza more uxorio (seppure se ne riconosce un incremento specie nel capoluogo e in alcuni Comuni limitrofi a più forte insediamento delle popolazioni giovanili).

 

Tab. 1 – Famiglie nella MTB – fonte IPRES, 2007

 

La crescente difficoltà di trovare lavoro e quindi di assicurarsi un reddito sicuro e sufficiente, e l’entrata sempre più massiccia delle donne nel mondo del lavoro, che favorisce una temporanea rinuncia alla maternità rimandata a dopo il raggiungimento della realizzazione personale, sono tra le cause principali della diminuita propensione alla procreazione. Pur nonostante, il quoziente di natalità di 9.4 nati ogni mille abitanti appare poco al di sotto della media nazionale di 9,5 e tra i più alti del Sud Italia (insieme a Campania, 10,8 e Sicilia, 10,1).

 

Tab. 2 – Natalità e fecondità nella MTB – fonte IPRES, 2007

 

Acquista una certa rilevanza il dato relativo ai nuclei familiari ed al numero dei soggetti che li compongono. Si pensi ad esempio all’elevato numero di famiglie monogenitoriali, composte quasi sempre da donne con figli minori.

In tale contesto, con l’affermarsi di una sempre più evidente responsabilità educativa, connessa alla consapevolezza della complessità ed importanza della funzione genitoriale rispetto alla crescita e allo sviluppo dei figli, anche il ruolo di genitore si è modificato.

Nasce il bisogno, in particolare nelle fasi più critiche (scelta della maternità/paternità, nascita e primi anni di vita del bambino, l’adolescenza dei figli) di supporti di tipo materiale, sociali e psico-pedagogici oltre che del consolidamento di reti di mutualità e confronto tra situazioni affini.

Si riscontra una sempre più rilevante richiesta di interventi domiciliari e di sostegno nello svolgimento dei compiti di cura (accudimento ed educazione dei figli, assistenza agli anziani non autosufficienti e ai disabili), che risultano essere attività ed incombenze quasi sempre completamente delegate alle famiglie e nella maggior parte dei casi alle donne. Tale esigenza negli ultimi anni è divenuta sempre più pressante, anche in considerazione dei ritmi e degli orari lavorativi che coinvolgono entrambi i coniugi e dell’insufficienza e scarsa flessibilità dei servizi pubblici offerti.

A questo proposito è opportuno sottolineare il numero assai esiguo di asili nido pubblici e servizi integrativi per l’infanzia (nel capoluogo se ne registrano appena 6, appena il 25% della domanda) così il come numero limitato di scuole pubbliche che effettua il tempo prolungato oltre che l’insufficienza dell’offerta complessiva di assistenza domiciliare (anziani, minori, disabili, salute mentale, malattie terminali) che spesso si traduce in carichi famigliari eccessivi sempre per le figure femminili. Lo stesso dicasi per i consultori familiari, che accanto alla funzione sanitaria, possano garantire forme di appoggio e di sostegno sociale alla genitorialità in funzione delle mutate necessità e bisogni. I servizi di assistenza domiciliare ai minori ed alle loro famiglie in situazioni di disagio, tramite il supporto educativo degli “home maker”, sembrano rappresentare gli strumenti privilegiati (nonché i più diffusi nell’Area) per intervenire dall’interno sul “sistema famiglia”, oltre ai centri diurni per minori, complementari nel favorire forme di socializzazione intra/generazionale extra-domestica.

Inoltre, non da ultimo, sussiste una forte domanda di contributi economici mirati, per nuclei familiari con minori e/o in situazioni di improvvise emergenze economiche o alloggiative, che, ancora oggi, determinano in maniera significativa l’allontanamento dei figli dai genitori.

Infine, significativo appare il fenomeno del flusso migratorio delle famiglie dalla città capoluogo verso i comuni limitrofi (Triggiano, Adelfia, Capurso, Cellamare, Valenzano) che interessa sia la sfera della mobilità (la tendenza è quella di mantenere i propri rapporti di vita nella città d'origine, vivendo il paese solo come luogo di interessi marginali) che quella dell’identità socio-culturale e della percezione di subordinazione (funzionale) da parte delle comunità ospitanti.

 

Su questo quadro articolato di bisogni si è avviata una prima riflessione condivisa in occasione del Forum Metropolitano Welfare, tenutosi il 24 settembre 2007 nella Giornata del Sociale presso la Fiera del Levante. È possibile esprimere le proprie opinioni sull’argomento nella sezione forum welfare.