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CAPITALE CULTURALE


Il tema del Capitale Culturale nel contesto metropolitano della Terra di Bari si declina attraverso una molteplicità di fattori che intrecciano gli aspetti economici, sociali, ambientali della metropoli. La cultura, il capitale culturale è altresì parte di una percezione collettiva e individuale tipicamente umana che attiene alla composizione della popolazione metropolitana e alle sue evoluzioni.
La analisi del contesto, d’altronde è ampiamente immateriale e non attiene esclusivamente alla dimensione fisica della metropoli, dei suoi municipi e dei campanili che la compongono. In questo senso la dimensione di cultura si declina attraverso due vettori significativi: i processi culturali e i prodotti culturali (beni e servizi) che vanno indagati attraverso la logica delle reti. L'analisi di contesto comune per comune viene a trovarsi esaltata nella dimensione metropolitana non già per il rilievo che i processi e i prodotti culturali hanno come esperienza puntuale, ma assume valore per la caratteristica di essere network, relazione tra beni, servizi e processi culturali. Inoltre, il tema del capitale culturale ha strette relazioni con il processo di pianificazione in sé. La pianificazione a carattere strategico, la programmazione economica (FSE, FESR, FAS, PSR) le dinamiche ambientali (VAS) e la rete della mobilità sostenibile (PUM)che compongono il processo in corso, sono determinati dalla cultura del luogo. La stessa classe dirigente e politica introduce, attraverso il Piano Strategico Metropoli Terra di Bari, una operazione di costruzione di capitale relazionale che coinvolge nel suo complesso gli attori rilevanti del territorio (partners). La partecipazione dei cittadini e delle cittadine attraverso i Forum Metropolitani, la ricerca del consenso su progetti di lungo periodo e il superamento della ‘miopia’ della politica, sono esse stesse operazioni culturali portatrici di simboli e segni determinanti per lo sviluppo economico, sociale, ambientale della metropoli Terra di Bari. La digitalizzazione di tali procedure partecipative, la pratica costante dell’ascolto e la apertura del pubblico verso le risorse cognitive e finanziarie presenti sul territorio, si estendono e trasformano il concetto stesso di metropoli in un metropolitan dream che la rappresenta, la raffigura, proiettata al 2015. Si tratta dunque di una sorta di learning culture, una dimensione collettiva e individuale che è matrice tra le interazioni culturali e che trasforma in processo condiviso: si tratta della sperimentazione di nuove forme cooperative e fiduciarie tra donne e uomini nella metropoli di Terra di Bari. In questo quadro i prodotti culturali sono determinanti per la loro caratteristica di unicità, per la specificità semifora, per la dimensione altamente esperienziale che il consumo e la produzione generano. La stessa dinamica del consumo e della produzione culturale si manifestano attraverso processi che non rispondono a logiche di mercato, né a logiche strettamente razionali. L’heritage così come l’industria creativa si legano strettamente all’identità e agli stili di vita: la domanda genera l’offerta, ma l’offerta costruisce la domanda culturale. In questa corrispondenza biunivoca tra domanda e offerta, l’aspetto dell’esperienza diventa determinante e il processo di apprendimento individuale e collettivo genera forme innovative di prosumers (consumatori che si fanno produttori, produttori che alimentano il consumo). Questa ed altre research questions sono state poste durante i Forum Metropolitani che il Capitale Culturale intreccia più di altri: Industria Creativa, Ambiente, Turismo, Giovani, Cooperazione, Marketing Territoriale, Agroindustria, Ricerca e Innovazione; Welfare presso la Fiera del Levante. È possibile dunque esprimere le proprie opinioni sull’argomento nella sezione Forum Metropolitani. 

 

 

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FORUM METROPOLITANO
a cura di Pierpaolo Bonerba