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ASSETTO IDROGEOLOGICO

Le lame si identificano quali elementi di maggiore rilievo dell’idrografia di Terra di Bari, con i loro solchi carsici, ampi e poco profondi, che dalla Murgia nord-occidentale scendono verso l’Adriatico, sfociando in corrispondenza di baie ciottolose che si alternano alle insenature scogliose tipiche delle coste pugliesi. Le lame, i cui bacini si estendono fino alle zone sommitali delle Murge, sono pertanto elementi di evidente caratterizzazione del paesaggio costiero e subcostiero della Terra di Bari. Esse interrompono il paesaggio tabulare dell’agricoltura intensiva con coperture vegetali di tipo spontaneo e resti del paesaggio agricolo storico.

La loro diffusione sul territorio di Terra di Bari è piuttosto elevata ed interessa la quasi totalità dei comuni aderenti al Piano Strategico: le lame principali, i cui bacini idrografici si estendono per alcune centinaia di chilometri quadrati, concentrano i tratti terminali nei territori attorno alla città di Bari. Procedendo da nord-ovest a sud-est, si susseguono le lame Marcinase, Martina, Balice, Lamasinata, Villa Lamberti, Picone, Fitta, Valenzano, San Marco, San Giorgio, Giotta e Castello.

 

Google Map 1 – Lame principali della MTB

 

Le configurazioni topografiche lungo i cigli delle lame variano da morfologie meno incise con andamento maggiormente sinuoso ad altre più acclivi in cui l’incisione aumenta sensibilmente, caratterizzata da ripidi costoni lungo i quali è possibile osservare la roccia calcarea stratificata. Su tali costoni si aprono spesso suggestivi aggrottamenti e cavità naturali che conservano evidenti tracce dell’antica frequentazione antropica ai quali si sommano numerose grotte scavate o ampliate dall’uomo stesso.

La morfologia del territorio ed i caratteri geo-litologici rendono questi bacini largamente permeabili e, quindi, caratterizzati da carsismo e da fenomeni di deflusso superficiale poco frequenti che comunque, in occasione di precipitazioni molto intense, possono generare piene con portate di gran lunga superiori a quelle contenibili dagli alvei attuali. Infatti, l’urbanizzazione (spesso indiscriminata) del territorio dei decenni recenti, anche dovuta al regime fortemente impulsivo ed episodico dei deflussi, ha ignorato la funzione idraulica dei corsi e dei reticoli idrografici secondari che, in molti casi, risultano edificati ed assorbiti dal tessuto urbano senza che vi sia stata alcuna attività di pianificazione e di mitigazione del rischio idrogeologico.

Numerosi, conseguentemente, gli eventi alluvionali registrati sin dall’inizio delle massicce urbanizzazioni dello scorso secolo che hanno indotto la realizzazione di vari interventi di mitigazione sia puntuali (arginature, canali di guardia, canali deviatori, briglie) che estensivi (come la forestazione di Mercadante del 1927). Tra tali eventi alluvionali si ricordano per i maggiori danni materiali e le perdite di vite umane quella nel 1905 della lama Picone, nel 1914 della lama Valenzano, nel 1915 delle lame Picone e Valenzano e nel 1926 della lama Picone. Purtroppo eventi di tale intensità non sono solo parte della memoria del passato perché l’evento del 23 ottobre 2005, che ha interessato le lame Lamasinata, Picone e San Giorgio, ha provocato alcuni morti e danni ingentissimi anche a causa dell’interferenza dell’onda di piena con le infrastrutture di trasporto (ferroviarie e viarie).

 

Fig. 1 – Ex-cava Di Maso in seguito all’evento dell’ottobre 2005

 

Nel novembre 2005 l’Autorità di Bacino della Puglia ha redatto il Piano di Assetto Idrogeologico (di seguito PAI) come piano stralcio del Piano di Bacino. Il PAI ha individuato le aree a rischio idrogeologico (per frana ed inondazione) sul proprio territorio di competenza e, per tali aree, ha regolamentato con le proprie Norme Tecniche di Attuazione gli interventi di urbanizzazione ed infrastrutturazione.

 

Google Map 2 – Aree a pericolosità idraulica del PAI (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico)

 

Di questi ed altri argomenti inerenti le lame si è discusso nel corso del forum metropolitano “Lame e Costa” del 20/09/2007. Viste le caratteristiche delle lame della Terra di Bari, cosa bisogna fare degli edifici abusivi costruiti al loro interno? Come è possibile coniugare tutela e sviluppo del territorio? E’ possibile esprimere le proprie opinioni attraverso la pagina partecipazione.

 

Nel corso delle attività di ricerca e sviluppo dello staff sono state avviate alcune idee progetto da valutare insieme agli amministratori ed ai cittadini. Nel seguito sono presenti alcuni esempi.

 

Progetto lame