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QUANTO È BUONA L'ARIA CHE RESPIRIAMO?

 

Relativamente al problema della qualità dell’aria la MTB mostra uno scenario poco omogeneo, con criticità concentrate nelle aree con una maggiore dotazione industriale o un maggiore grado di penetrazione delle attività antropiche. Nel complesso i dati segnano una forte incidenza sulle emissioni da parte del settore dei trasporti e dell’industria. In particolare si segnala il polo Bari-Modugno che, pur non presentando le stesse criticità dell’area urbana di Taranto o di Brindisi, concentra gran parte delle emissioni di gas inquinanti prodotte nella MTB.

Il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria soffre di criticità comuni all’intero sistema regionale: l’assenza di un gestore unico delle reti di monitoraggio, la distribuzione disomogenea delle centraline, con punti di ridondanza ed intere aree assolutamente non monitorate. L’assenza di un coordinamento ha fatto anche sì che i criteri di configurazione, elaborazione e trasmissione dei dati siano gestiti in maniera autonoma.

Relativamente alle concentrazioni degli inquinanti, le uniche serie storiche esistenti sono quelle fornite dalla rete di rilevazione del Comune di Bari. Da queste è possibile osservare un trend positivo, con la quasi scomparsa di inquinanti classici (piombo) e la diminuzione di SOx, NOx e PM10. Questo trend positivo, attribuibile al rinnovo del parco auto e degli impianti di riscaldamento, è comunque limitato dall’aumento del numero delle vetture circolanti e delle vetture diesel. Le concentrazioni di NOx e PM10 rappresentano ancora un problema delle aree fortemente urbanizzate, aggravato dalla formazione di ozono durante le ore più calde dei mesi estivi.

Per quanto riguarda la CO2, le principali fonti di emissione sono solitamente gli impianti di produzione di energia elettrica: la MTB fornisce pertanto un contributo assai moderato, soprattutto a confronto con il polo energetico di Brindisi e Taranto. Nello scenario globale di alterazione del clima, non si deve però dimenticare che i consumi di energia elettrica sono comunque fonte di emissione di CO2, anche se questa non viene fisicamente rilasciata in loco.

L’eventuale entrata in servizio della centrale a ciclo combinato a gas (CCGT) di Modugno porterà sicuramente ad un incremento delle emissioni di CO2, così come di NOx, SOx e PM10. Il confronto sulle registrazioni per l’anno 2005 di alcuni impianti di generazione, tra cui l’impianto EniPower di Brindisi che adotta la stessa tecnologia CCGT, evidenzia dei contributi limitati rispetto alle emissioni dovute ad esempio al settore trasporti o al settore industriale nel suo complesso. Cosa ne pensi?

 

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