ACQUA
Il Servizio Idrico Integrato nella Terra di Bari è quasi completamente affidato dall’Acquedotto Pugliese che gestisce sia le infrastrutture di approvvigionamento idrico e sia quelle di smaltimento dei reflui.
Vista la scarsità di precipitazioni in raffronto alla popolazione residente, le principali fonti di approvvigionamento idrico della Terra di Bari sono situate all’esterno della regione Puglia e sono le seguenti:
· l’acquedotto del Sele;
· l’acquedotto dell’Ofanto;
· gli acquedotti del Sinni e del Pertusillo.
Google Map 1 - Schemi idrici
Nonostante l’entità, spesso rilevante, di tali fonti di approvvigionamento è stato necessario sfruttare anche le riserve idriche del sottosuolo pugliese tramite dei pozzi. Nel 2004 i pozzi autorizzati nella provincia di Bari per l’uso potabile erano 68, ma, nella realtà, sono molti di più considerato che, nella maggior parte dei casi, si tratta di scavi non autorizzati a fini sia irrigui che potabili.
Le reti di drenaggio delle acque possono dividersi in:
· fognature bianche, se riguardano lo smaltimento delle acque piovane;
· fognature nere, se riguardano lo smaltimento dei reflui urbani;
· fognature miste, se uniscono entrambe le finalità.
Le fognature nere sono state quasi tutte completate nel recente passato, anche se rimangono in attesa di realizzazione i progetti delle fognature dei borghi come Quasano, nel territorio di Toritto, e di quelli a ridosso della foresta di Mercadante, nel territorio di Cassano delle Murge.
Un problema più serio riguarda gli impianti di depurazione che sono spesso assenti o male utilizzati. In caso di fognatura mista sono stati riscontrati dei problemi di portate eccessive perché il depuratore, in caso di un rilevante evento meteorico, non è in grado di trattare tutti i volumi che giungono dalla rete di smaltimento (dovuti alla somma dei reflui più i volumi di pioggia).
Per quanto riguarda le fognature bianche, infine, diversi piccoli Comuni della Terra di Bari ne sono privi, ma si stanno adeguando. Sfortunatamente non è possibile realizzare interventi di tale entità utilizzando i fondi comunali, pertanto è di fondamentale importanza trovare fonti di finanziamento europee o nazionali.
A valle degli impianti di trattamento dei reflui e delle acque piovane è necessario individuare un “recapito finale” che, ai sensi del DLgs 152/2006 e del Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia, può essere costituito da un corpo idrico superficiale non significativo o dal suolo oppure dal mare. Nel caso del mare è necessario, per evitare problemi alle coste, utilizzare delle condotte sottomarine; quelle attualmente a servizio dei Comuni della Terra di Bari sono:
· Polignano a mare;
· Mola di Bari;
· Bitonto;
· Bari-est;
· Bari-ovest.
Più complessa è l’individuazione dei recapiti finali nell’entroterra in quanto alcuni scarichi sul suolo, realizzati con “campi di spandimento”, sono fonte di attrito tra i residenti ed i Comuni in quanto creano degli ambienti insalubri. In casi come quello di Gioia del Colle, inoltre, la condizione orografica pone un serio limite all’individuazione di un recapito adeguato. Tale territorio, infatti, è caratterizzato da depressioni ed assenza di lame e di sbocchi verso il mare; l’unico sfocio naturale è costituito da un sistema di inghiottitoi.
Nel corso del forum metropolitano "Lame e Costa" del 20/09/2007 si è discusso anche della possibilità di utilizzo delle lame come recapiti finali (ma i requisiti degli scarichi sono più restrittivi) o della possibilità di realizzare altre condotte sottomarine oppure del riuso delle acque in agricoltura, ma qual è la soluzione migliore? E’ possibile esprimere le proprie opinioni attraverso la pagina partecipazione.