La Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea sancisce che ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza. La sicurezza urbana, da metà degli anni '90 si è imposta come un fattore acuto di criticità nell'opinione pubblica e ancora oggi è sempre ai primi posti tra le preoccupazioni dei cittadini e costituisce ormai un fattore strutturale che le politiche di governo, locale e nazionale, devono in qualche modo affrontare.
Le ragioni di ciò sono molteplici. La grande sfida per le Amministrazioni locali, ma anche per tutti i soggetti istituzionali che sono chiamati a svolgere un ruolo nelle nostre città, consiste nel raccogliere queste situazioni di criticità e interpretarle: allo scopo di coinvolgere la comunità in azioni e progetti che diano risposta ai bisogni di sicurezza, contrastino l'illegalità, rimuovano le situazioni di maggior degrado, costruiscano fiducia.
Sicurezza è vivere in contesti urbani che non producano esclusione, divisioni tra gruppi di cittadini e gerarchie sociali. Sicurezza è componente e risultante di una esigibilità piena dei diritti di cittadinanza.
E' possibile distinguere tra almeno tre tipologie di "insicurezza": un'insicurezza cognitiva, legata alla crescente perdita di intelligibilità e prevedibilità delle società contemporanee (uncertainty); un'insicurezza esistenziale, connessa alla crescente mobilità sociale e geografica e alle trasformazioni del mercato del lavoro che rendono sempre meno sicuro e duraturo lo status sociale a causa dell'obsolescenza crescente di competenze e ruoli professionali e dell'indebolimento delle relazioni sociali che ci coinvolgono (unsecurity); un'insicurezza connessa alle minacce per l'incolumità personale e le proprietà (unsafety).
Spesso la dimensione della percezione non è strettamente connessa all'effettiva entità dei reati, bensì, più in generale, ai crescenti disagi che penalizzano la convivenza civile e la qualità del vivere: il degrado urbano, l'assenza di infrastrutture primarie, la carenza di illuminazione pubblica, la mancanza di dialogo interculturale, le diffuse situazioni di vulnerabilità sociale e i rischi di povertà e di esclusione sociale, alimentate dalla precarietà occupazionale e dall'indebolimento dei tradizionali sistemi di solidarietà.
Sentimenti che non hanno una relazione diretta con l'elemento del crimine, ma nell'insieme rappresentano indicatori significativi di un degrado sociale che provoca la caduta delle certezze e il crescere della percezione del rischio.