
IL MODELLO DI GOVERNANCE ADOTTATO DALLA METROPOLI TERRA DI BARI
La Metropoli Terra di Bari si inserisce nel cammino riformista della Pianificazione Strategica su scala nazionale, a partire dall’aprile 2005, quando, un primo nucleo di Comuni, riunitosi attorno al capoluogo-capofila, decide di candidare il Progetto ai “Piani Strategici per le città metropolitane e al Piano Unitario di Mobilità (PUM)”- (Del. CIPE 20/04 e 35/05). A questo Progetto seguiranno, nell’anno successivo, le proposte delle aggregazioni guidate da Bitonto ‘Patto delle Città per lo sviluppo urbano sostenibile’ e Gioia del Colle ‘A Sud di Bari Qualità ed attrazione’, poi confluite in un unico Piano metropolitano con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa del 31.10.2006 in cui sono previsti gli organi tecnici e di indirizzo della pianificazione strategica metropolitana. Un processo negoziale non privo di difficoltà istituzionali, politiche e culturali ma che di fatto raggiunge un primo obiettivo importante sul piano del consenso, dal momento in cui riesce a produrre una sintesi efficace tra interessi contrapposti e soluzioni a criticità sopravvenute da un intrinseca conflittualità identitaria interna all’Area. L’esigenza di una dimensione sovra-comunale della pianificazione ha, per l’Area Metropolitana Terra di Bari, una complessità ulteriore relativa al rango del comune capoluogo che rappresenta il nodo principale delle reti della Regione Puglia. Si integrano, infatti, a Bari e nella sua regione metropolitana funzionale, questioni relative all’accessibilità internazionale, ai nodi di scambio intermodali, così come dinamiche di specializzazione dei porti in un quadro necessariamente interprovinciale e regionale. L’obiettivo è quello di generare un processo innovativo di governance multi-livello per la costruzione di una learning region finalizzata all’integrazione di Pianificazione Strategica e Programmazione ordinaria (Cfr. Decreto sul Federalismo e istituzione delle Città Metropolitane). Assumono quindi rilevanza le caratteristiche ‘sovralocali’ e la dimensione intercomunale, interregionale e internazionale dei territori, configurando la pianificazione a carattere strategico come un esercizio all’interno del quale la pre-condizione necessaria è la costruzione di una prospettiva di sviluppo multisettoriale prima che la sua dimensione amministrativa.
La successiva e conseguente configurazione del Piano Strategico MTB, precedente, ma in linea con i principi contenuti nelle “Linee Guida per la Pianifiazione Strategica di Area Vasta” adottate dalla Regione Puglia e pubblicate sul BURP n. 104 del 20.7.2007, conferma la volontà di adesione ai modelli organizzativi diffusi in letteratura di Pianificazione Strategica, pur sperimentandone di propri: la Cabina di Regia con funzioni di indirizzo politico, il Consiglio Metropolitano dei Sindaci strutturato secondo modalità decisionali orizzontali (un Comune un Voto), il Comitato Scientifico che comprende al suo interno pianificatori di fama internazionale, l’Assemblea dei Dirigenti come organo di interlocuzione tecnica tra il Piano e i 31 Comuni, le 3 Assemblee istituzionali di partenariato (CNEL, Istituzioni, Associazioni) e infine lo Staff R&S&C, il cuore tecnico, operativo, ideativo e comunicativo del Piano stesso, pensato come laboratorio interdisciplinare di studio, analisi, progettazione partecipata nonché come luogo privilegiato di sperimentazione di competenze di tipo nuovo possedute da ricercatori e project manager under 35 selezionati attraverso avviso pubblico.
Tra le innovazioni più rilevanti che possono riscontrarsi nell’esperienza del Piano Strategico MTB rispetto alle altre esperienze nazionali e internazionali di Pianificazione vi è certamente:
- la modalità di esercizio di voto scelta all’interno del Consiglio Metropolitano dei Sindaci (un Comune, un Voto) che predilige il principio di equiordinazione piuttosto che quello del peso territoriale, demografico e/o di rango;
- l’istituzionalizzazione nel processo organizzativo dell’Assemblea dei Tecnici/Dirigenti dei 31 Comuni che assume una funzione importante di coinvolgimento diretto della classe amministrativa nei processi di innovazione nonché di veicolo di notizie e aggiornamenti presso gli Enti Locali;
- l’allineamento degli orizzonti del Piano alla programmazione comunitaria 2007-2013, tracciando così una linea di coerenza tra MTB e gli organi sovra-ordinati (UE, Stato, Regione) e massimizzando le opportunità finanziarie per la realizzazione del Piano;
- l’ideazione di uno Staff di Ricerca, Sviluppo e Comunicazione permanente con funzioni di ricerca, ideazione, progettazione, sviluppo, comunicazione, gestione dei processi partenariali e di supporto a quelli amministrativi e tecnico-politico-decisionali.