Home > Comuni > Triggiano


TRIGGIANO

 Nome del Sindaco: Michele Cassano

Popolazione: Il Comune di Triggiano si estende su una superficie territoriale di 20,00 Kmq, confina con i comuni di Bari, Capurso, Noicattaro, Valenzano, – pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari –, dista 10km da Bari città ed ha una densità abitativa di 118 abitanti/Kmq. 

 

La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 27.310 abitanti – di cui il 51,1% è di sesso femminile – e rappresenta lo 2,8% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari. Dai dati a nostra disposizione e rappresentati in figura 1 è emerso che il comune di Triggiano, dal 1993 al 2006, ha registrato un discreto incremento di popolazione (+9,1%) ed ha sperimentato un andamento di crescita  della popolazione costante e continuo per tutto il periodo in oggetto.

 

Mobilità e Trasporto: Il casello autostradale più vicino a Triggiano è Bari Sud, che dista 13 km e 13 minuti dalla città. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Bari, a 9,5 km e 16 minuti. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 11 km e richiede 21 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 21 km, percorribili in 21 minuti.

 

Il sistema su ferro che connette la città al capoluogo usa la stazione delle Ferrovie Sud-Est.

 

Territorio e paesaggio Il territorio comunale è attraversato da un sistema di lame, la principale delle quali è la lama San Giorgio, alla quale si uniscono la lama La Grave ad ovest e la lama Cutizza ad est, confluenti nel torrente Chiancarello. Lungo i segni delle lame, oggi prevalentemente ricoperte da colture, si leggono visibili segni di antropizzazione del territorio quali insediamenti ipogei, trulli, pagliai e chiese.

 

Storiche a Triggiano sono le coltivazioni di mandorle e soprattutto gli uliveti. Quasi la metà del territorio coltivato è occupato, infatti, dall’olivo.

 

Acqua e assetto idrogeologico: Il territorio è interessato dal tratto terminale di lama S.Giorgio immediatamente a monte dello sbocco a mare (in località Cala S. Giorgio, Comune di Bari). I fianchi della lama, ad eccezione di alcuni brevi tratti, non sono particolarmente ripidi, mentre il fondo si presenta per lunghi tratti ampio e pianeggiante. Tale assetto e la sufficiente distanza dall’abitato fanno sì che il territorio comunale risulti privo di aree a rischi di inondazione

 

Il centro storico: Il nucleo antico della città sorge su un pianoro leggermente ondulato, delimitato dalle lame La Grave e Cutizza.

 

Sul finire del X secolo il borgo si inquadra quale piccolo villaggio agricolo con una organizzazione economica più o meno evoluta. Per Triggiano si può parlare di una sorta di “civiltà rupestre” che si protrae straordinariamente sin quasi all’età moderna. E’ il momento delle rivalità per l’egemonia territoriale, politica e culturale di tre grandi civiltà: romano-germanica, araba e bizantina, e Triggiano, forse un po’ anacronisticamente, risponde con la cosiddetta “civiltà delle grotte”, senza assorbire influssi culturali e stimoli alla crescita.

 

Capitale culturale: La Chiesa di Santa Maria della Croce sorge su un'antica edicola prosta sul crocivio fuori dalle antiche mura di Triggiano, nei pressi dell'odierna piazza. L'immagine conservata nell'edicola raffigura una Madonna con Bambino, la cui iconografia rimanda alla tradizione bizantina. Il Convento e la chiesa annessa, dedicata alla Madonna degli Angeli, furono costruiti nel 1616, come rivelato da un'iscrizione sull'architrave della parte maggiore della Chiesa.

 

Economia: Il comune di Triggiano nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a circa 275 milioni di euro. Ben l’86% di tale valore aggiunto totale si deve al terziario, confermando Triggiano come un comune ad alta intensità di servizi, al terzo posto dopo Casamassima e Bari. Le altre componenti del valore aggiunto sono, infatti, di modestissime dimensioni. Il comune di Triggiano al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a 10.013 persone, con un tasso di attività del 44,3% ed un tasso di disoccupazione del 17,5%.

 

Gli occupati presenti nel comune di Triggiano nel 2005 rappresentano il 21,3% della  popolazione totale residente. Di essi, a conferma dell’elevato grado di terziarizzazione del comune, il 78,5% risultano impiegati nel settore terziario. I restanti sono occupati prevalentemente nell’industria (17,1%) ed in minima parte in agricoltura (4,4%)

 

Welfare: Triggiano ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme ad Adelfia, Capurso, Cellamare, Valenzano ed è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 5. L'attivazione del processo di definizione del Piano di Zona del distretto n.5 A.U.S.L. BA/4, ha fatto emergere necessità di interventi strutturali nel "Welfare" locale, anche se le politiche sociali del territorio non sono agli albori del sistema, in quanto, seppur con forti disuguaglianze, disomogeneità e differenze, i Comuni hanno cercato di dare risposte ai servizi di sostegno alle famiglie e ai cittadini in difficoltà, ai programmi su aree di disagio acuto e per segmenti di popolazione, a collaborazioni con le Istituzioni ed a convenzioni con il privato sociale. Il Comune con il maggior numero di abitanti è quello di Triggiano, mentre quello più piccolo è Cellamare; gli altri tre Comuni hanno una popolazione quasi equivalente. Per i Comuni di Triggiano e Cellamare non sono disponibili i dati relativi alla composizione dei nuclei familiari. Emerge, comunque, che la maggior parte dei nuclei monopersonali è rappresentata dagli anziani ultrassessantacinquenni. La popolazione minorile costituisce circa il 22% del totale (cfr. dati demografici) mentre quella anziana (ultrassessantacinquenni) è pari a circa  il 14% (Cfr. dati demografici) Si può affermare, dunque, che la popolazione di questo distretto è piuttosto giovane. Probabilmente la più giovane dell’Area Metropolitana.

 

La popolazione minorile è maggiormente presente nel Comune di Cellamare, mentre quella anziana è più consistente nei Comuni di Adelfia e Triggiano.  Anche qui si riscontra il medesimo problema irrisolto di co-gestione dei servizi con il Comune di Bari data la vicinanza geografica tra Comuni e capoluogo.

 

L’ambito registra infatti lo scotto di un rapporto abnorme tra la città e la sua area metropolitana che assorbe risorse e mano d’opera dal territorio,  rigettando sullo stesso tutte le problematiche e le esigenze sociali. Il continuo flusso migratorio dalla città verso i cinque Comuni ha provocato fenomeni di massificazione e di scollamento sociale, con compromissione della identità socioculturale di ciascuna realtà comunale. ("quasi paesi-quasi città"). 

 

La tendenza delle famiglie interessate è quella di continuare a mantenere i propri rapporti di vita  nella città d'origine, vivendo il paese solo come dormitorio e luogo di interessi marginali. Forte, quindi, la necessità di operare per la loro integrazione sociale in considerazione del rilevante aumento di situazioni di rischio che li coinvolge. Sino ad oggi non sempre è stato possibile garantire  interventi qualificati di prevenzione, a causa della mancanza sul territorio di azioni finalizzate a questo obiettivo.

 

Le due aree (Famiglia e Minori) vengono trattate congiuntamente alla luce delle forti connessioni che si rilevano tra le stesse, sia per la programmazione, sia per la realizzazione dei servizi e degli interventi.  I servizi si sono rivelati di particolare utilità per l’utenza e, nello specifico, sul piano delle responsabilità genitoriali e della crescita dei minori e dei nuclei presi in carico. E’ inoltre in costruzione il “Centro Donna”, finalizzato alla promozione e attuazione di politiche per le pari opportunità così come il Comune capofila ha impegnato cifre per le politiche giovanili.

 

Di particolare interesse risultano un gemellaggio con la città di Edison, vicino Chicago – U.S.A., dove è forte la presenza di oriundi triggianesi ormai di terza generazione (una esperienza analoga a quella già citata del Comune di Mola) ed è attivo in questo ambito uno scambio di ospitalità della durata di 10 giorni all’anno tra studenti delle scuole delle due città.

 

Un’altra interessante attività concerne l’istituzione dell’Università della Terza Età, che compare in taluni Comuni dell’Area dimostrando un trend positivo circa forme di attenzione in crescita da parte delle amministrazioni circa il ruolo-chiave che l’‘educazione permanente’ assume sia in chiave socializzante, sia in termini di valorizzazione del capitale umano e sociale nella componente anziani.