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SANNICANDRO DI BARI

Nome del Sindaco: Antonio Baccellieri

 

Popolazione: Il Comune di Sannicandro di Bari si estende su una superficie territoriale di 56,00 Kmq, confina con i comuni di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Binetto, Bitetto, Bitritto, Cassano delle Murge, Grumo Appula – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari –, dista 18km da Bari città ed ha una densità abitativa di 173 abitanti/Kmq. 

 

La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 9.669 abitanti – di cui il 51,3% è di sesso maschile – e rappresenta l’1,0% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari. Dai dati a nostra disposizione e rappresentati in figura 1 è emerso che il comune di Sannicandro di Bari, dal 1993 al 2006, ha registrato un sufficiente incremento di popolazione (+7,8%) ed ha sperimentato un trend di crescita costante ed intenso per tutto il periodo.

 

Mobilità e trasporto: Il casello autostradale più vicino a Sannicandro di Bari è Bari Sud, che dista 9 km e 7 minuti dalla città. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Bitetto, a 6 km e 8 minuti. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 18 km e richiede 23 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 23 km, percorribili in 21 minuti. La città non può contare su alcun collegamento su ferro. Non c’è un Piano Urbano Generale del Traffico.

 

Non ci sono linee di trasporto urbano.

 

Territorio e paesaggio Il territorio comunale è caratterizzato dalla presenza di grotte nella contrada omonima, formatesi in seguito allo scorrimento sotterraneo di acque che, sciogliendo il calcare, hanno prodotto queste cavità carsiche. Esso è attraversato da alcune lame, la più importante delle quali è sicuramente la lama Picone.

 

Acqua e assetto idrogeologico: Sannicandro di Bari ha un territorio pianeggiante, fatta eccezione per la fascia depressa attraversata da un ramo del torrente Picone. Tale assetto territoriale ha esposto il territorio ad eventi alluvionali di eccezionale gravita sia in epoche passate

 

Il centro storico: Elemento principale del tessuto del nucleo antico della città di Sannicandro è il castello che la tradizione vuole risalente al periodo della dominazione Bizantina della Terra di Bari. La costruzione dell’edificio, che originariamente aveva ben otto torri di difesa (oggi ridotte a sette), iniziò, infatti, ad opera dei Bizantini come roccaforte di difesa dai Saraceni. Essa prosegì sotto gli Svevi. Fu, infatti, Federico II di Svevia, che lo trasformò da complesso militare a castello residenziale, la cui mole ancora oggi domina l’intero tessuto storico della città. Il castello è oggi di proprietà del Comune, che ha provveduto ad un suo attento restauro. Attorno ad esso, si snoda l’insediamento residenziale medioevale, con case a schiera e case-torre con le caratteristiche scalinate esterne su archi rampanti.

 

 

 

Capitale culturale: Sagra delle Olive (seconda domenica di Ottobre) È la festa che attira più gente al paese. Nella piazza del castello vengono allestiti stand di olivicoltori. Vengono offerti ai visitatori degustazioni di olio e di altri prodotti locali. Il tutto è accompagnato da orchestre o cantanti famosi. Da un paio d'anni, inoltre, durante la manifestazione si svolgono visite guidate al castello gratuitamente. Importante è il Castello, Chiesa dell'Assunta, Chiesa del Crocifisso.

 

Economia: Il comune di Sannicandro di Bari nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a poco meno di 60 milioni di euro. La stragrande maggioranza del valore aggiunto totale si deve al terziario, mentre per circa un quarto proviene dal settore industriale (21,3%) ed in percentuale minore dal comparto agricolo (11,4%). La quota di competenza dell’agricoltura appare, tuttavia, piuttosto consistente, se confrontata con quella degli altri comuni di Terra di Bari, tanto da identificare Sannicandro di Bari come uno dei comuni a più elevata intensità agricola. Il comune di Sannicandro di Bari al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a 3.338 persone, con un tasso di attività del 42,2% ed un tasso di disoccupazione del 14,5 %.

 

Gli occupati presenti nel comune di Sannicandro di Bari nel 2005 rappresentano il 18% della  popolazione totale residente. Il comune di Sannicandro è essenzialmente un comune agricolo, per cui la prima priorità è quella di supportare lo sviluppo economico in questa direzione. In particolare, si dovrebbe cercare di far fronte ad una debolezza intrinseca del settore, legata alla parcellizzazione della produzione e al mancato coordinamento fra i produttori, che comporta l’ingresso contemporaneo sul mercato di grosse quantità di prodotto e conseguente calo dei prezzi. Si potrebbe, quindi, favorire la creazione di centri di raccolta in grado di coordinare e dilazionare l’ingresso del prodotto sul mercato in modo da garantire redditi più elevati per gli agricoltori, anche consorziandoli in associazioni di produttori

 

Welfare: Sannicandro ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme a Grumo (Capofila), Acquaviva, Binetto, Cassano e Toritto nell’ambito di appartenenza, quale coincidente con quello del distretto n.2 dell’AUSL  Ba/3. L’indicatore “densità abitativa” descrive bene le caratteristiche territoriali dell’ambito n. 2 dell’AUSL BA/3, evidenziando una forma insediativa non allineata (sbilanciata su Acquaviva, Cassano, Grumo). Aspetto basilare della fisionomia della popolazione è il fenomeno dell’invecchiamento demografico, cioè della forte consistenza assoluta e relativa delle età anziane. La forte progressività dell’invecchiamento si coglie dall’esame dell’andamento dell’indice di vecchiaia. L’indice di invecchiamento demografico del territorio è del 103%, ponendo a confronto le due distinte fasce di età 0 – 17 anni e oltre i 65 anni dai quali dipende il profilo della struttura per età della popolazione. Dunque è maggiore il peso della popolazione anziana rispetto a quella minorile, e si registra un alto valore di popolazione nell’età adulta che lascia supporre che il quadro è destinato a cambiare nel corso dei prossimi anni in favore delle fasce più anziane.

 

Sebbene interventi finalizzati all’autonomia della persona anziana siano presenti nell’Ambito territoriale, nel complesso  la tipologia degli stessi non risulta essere sufficientemente ampia e mirata al sostegno della domiciliarità E’ convincimento del Coordinamento Istituzionale che l’anziano, fatte salve le condizioni di salute ed economiche personali, sia una risorsa per la Comunità piuttosto che un  fardello ingombrante, vuoi per il bagaglio personale di cultura di base, vuoi per la esperienza che l’anziano, se opportunamente sollecitato, può riversare sulle persone che questo bagaglio non hanno. Da qui l’intenzione di utilizzare le sue capacità mettendolo al centro di una serie di iniziative positive, che possano essere il pretesto di una integrazione al reddito per quella fascia di anziani che non ‘arrivano a fine mese’.  La cultura prevalente nell’ambito circa il tema degli anziani è quella dell’integrazione coniugata con il recupero di un dialogo inter-generazionale interrotto. L’anziano ri-letto in chiave di patrimonio di ‘saperi locali’ da custodire, valorizzare e condividere anche attraverso azioni positive (vedi Banca del Tempo, luoghi di aggregazione intergenerazionale a ciclo diurno e semiresidenziale) messe in campo da associazioni giovanili e dal servizio civile.  Diverso discorso va fatto per l’anziano non autosufficiente sia sotto il profilo economico che della salute verso il quale l’ambito svolge attività individualizzate in collaborazione con la Caritas e attraverso iniziative come i soggiorni climatici.

 

L’area dei diritti dei minori risulta essere altrettanto ‘privilegiata’ nell’Ambito Territoriale quanto a tipologie di servizi offerti. Si evince infatti un cospicuo ventaglio di interventi sebbene distribuiti nei vari comuni e non presenti in tutti. Una particolare attenzione emerge nell’ambito di interventi socio educativi e ricreativi. Carenti invece risultano essere le strutture presenti sul territorio. Le iniziative di settore tendono soprattutto alla prevenzione di eventi delittuosi e di maltrattamento e si concentrano sul: a) potenziamento ed affiancamento dell’attività degli oratori; b) implementazione di strutture sportive; c) implementazione di strutture di accoglienza già esistenti; d) implementazioni del servizio Informagiovani, allargandolo a tutto il territorio; e) ludoteche, possibilmente allocate nelle strutture di accoglienza o diurne; f) orientamento scolastico e formativo in itinere; g) implementazione servizio trasporto; h) organizzazioni di gemellaggi con coetanei europei; i) occasioni di svago e soggiorni estivi ed invernali; l) utilizzo della ‘Banca del Tempo’; m) educazione alla gestione economica.