POLIGNANO A MARE
Nome del Sindaco: Angelo Raffaele Bovino
Popolazione: Il Comune di Polignano a mare si estende su una superficie territoriale di 62,50 Kmq, confina con i comuni di Mola di Bari, Conversano – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari – Monopoli, Castellana Grotte, dista 35km da Bari città ed ha una densità abitativa di 281 abitanti/Kmq.
La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 17.592 abitanti – di cui il 51,2% è di sesso femminile – e rappresenta il 1,8% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari. Dai dati a nostra disposizione e rappresentati in figura 1 è emerso che il comune di Polignano a mare, dal 1993 al 2006, ha registrato un sufficiente incremento di popolazione (+9,2%) ed ha sperimentato un trend di crescita piuttosto esiguo fino al 2004, anno in cui la popolazione è cresciuta di quasi mille unità (+6,6%) rispetto all’anno precedente.
Mobilità e trasporto: Il casello autostradale più vicino a Modugno è Bari Sud, che dista 41 km e 32 minuti dalla città. In città c’è una stazione delle Ferrovie dello Stato. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 36 km e richiede 41 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 47 km, percorribili in 40 minuti. Il sistema su ferro che connette la città al capoluogo usa la stazione delle Ferrovie dello Stato.
Territorio e paesaggio E’ caratterizzato da una striscia litoranea sub-pianeggiante, allungata in direzione da nord-ovest verso sud-est, che si eleva in modo regolare verso l'interno, per incontrare, alla quota di 110 metri sul livello del mare, un gradino tettonico, memoria della più antica linea di costa. Di grande rilevanza è la natura geologica della fascia costiera di Polignano, quasi interamente caratterizzata dall'affioramento di tufi murgiani, ossia di calcareniti costituite da depositi calcarei-arenacei e calcareo-arenaceo-argillosi, con molteplici livelli fossiliferi. Di grande valore ambientale e territoriale è la conformazione costiera a falesia, su cui si arrocca l’abitato antico.
Acqua e assetto idrogeologico: Frequente è il fenomeno degli affioramenti sorgentizi in prossimità della costa, spesso all'interno di grotte marine, dovuti al livello della falda profonda che in corrispondenza del litorale si trova solo a circa un metro sopra il livello marino medio.
Altra figura territoriale e paesaggistica determinante la specificità del territorio polignanese è il sistema di lame che corrono perpendicolari alla linea di costa per tragitti massimi di 2-3 km, con larghezze non superiori ai 150 metri, e profondità molto variabili (raramente superiori ai 20 metri). Sul litorale sud si attestano quattro lame: la lama di Casa Messa, la lama di Cala Sala o Portacola, la lama di Pozzo Vivo e, al confine con il territorio di Monopoli, la lama di Cala Incina
Il centro storico: La città storica si arrocca compatta su di una falesia che si eleva sul mare anche ad altezze di 20-30 metri. Di non grande estensione, è caratterizzato da un tessuto edilizio compatto e denso, per lo più intonacato a latte di calce e generalmente in buono stato di conservazione.
Recentemente, il centro storico è stato in parte interessato da un progressivo invecchiamento della popolazione residente e da un aumento del valore immobiliare, dovuto anche a un processo di gentrificazione innescato da acquirenti baresi.
Anticamente murata lungo i fianchi non protetti dal mare, la città storica è stata fino al XVIII secolo accessibile solo dalla porta oggi detta Arco Marchesale, protetta da un corpo di guardia. Tra i caposaldi che polarizzano la morfologia urbana del centro antico, oltre alla Chiesa Matrice (edificata sui resti di un tempio pagano con pianta a croce latina su tre navate e ricostruita nel 1580) emergono il Palazzo dell'Orologio (in origine sede del governo municipale), il Palazzo del Governatore (in origine sede del Governatore nominato dal feudatario o, durante l’egemonia veneziana, dal doge), Il Palazzo del Feudatario (ampliato nella seconda metà del XIX secolo), la Chiesa di Santo Stefano (costruita nell’Alto Medioevo sul bastione omonimo, attualmente sconsacrata, ospita mostre d’arte contemporanea), la Chiesa della Natività (risalente al XIX secolo, eretta su di un torrione circolare della cinta murariadifensiva) e il convento dei Padri Minori (a lungo usato come lazzaretto).
Capitale culturale: La città di Polignano ha dato i natali a Domenico Modugno e Pino Pascali.
Affacciata direttamente sul mare, presenta una costa caratterizzata da numerose grotte, tra cui le suggestiva Grotta Palazzese.
Polignano, con le sue caratteristiche case bianche, affaccia direttamente sul mare Adriatico, dall'orlo di una falesia. La costa è contraddistinta da un lungo susseguirsi di grotte scavate dall'azione del mare. Sotto il paese, raggiungibile tramite una scala, si trova la grotta Palazzese, una delle più belle del comprensorio, che richiama i turisti per il colore azzurro del mare e dove, secondo la leggenda, la regina Giovanna d'Angiò, stregata dallo spettacolo di luci e colori della grotta, si sarebbe fermata per un incontro amoroso con un suo paggio.
Oltre alla più famosa grotta Palazzese, di grande impatto anche la grotta Stalattitica e la grotta della Foca, raggiungibili solo via mare. Di interesse storico la grotta dei Colombi, cui si accede attraverso una serie di cunicoli, all'interno della quale sono stati ritrovati numerosi reperti risalenti al neolitico.
Economia: Il comune di Polignano a Mare nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a poco più di 200 milioni di euro. Più dei tre quarti del valore aggiunto totale si devono al terziario, mentre il restante proviene principalmente dal settore industriale (15%) ed in percentuale minore dal comparto agricolo (8,3%). Il comune di Polignano a Mare al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a 6.924 persone, con un tasso di attività del 47,3% ed un tasso di disoccupazione del 12,3%.
Gli occupati presenti nel comune di Polignano a Mare nel 2005 rappresentano il 26,7% della popolazione totale residente. Di essi, la maggior parte risultano occupati nel settore terziario, tuttavia quote significative sono impiegate anche nel settore agricolo (23,6%) ed in quello industriale (19,3%).
Welfare: Polignano ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme a Monopoli e Conversano che è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 1. Nell’avviare il processo di elaborazione di questo primo piano di zona, i tre comuni Conversano, Polignano, Monopoli, hanno prestato attenzione non solo ai contenuti dello stesso, ma anche al processo metodologico partecipativo, pur incontrando ostacoli connessi con la scarsa capacità ed assenza di una qualsiasi tradizione a lavorare insieme tra i tre Comuni cui si è aggiunta la difficoltà ad organizzare e gestire la partecipazione e l’attivo coinvolgimento dei soggetti previsti dalla legge (organizzazioni sindacali, azienda sanitaria locale, soggetti del terzo settore). La densità della popolazione di ambito presenta notevoli difformità: a fronte della densità alquanto alta di Monopoli e di Polignano a mare, a Conversano si registra una densità molto più bassa. La popolazione minorile di Conversano risulta percentualmente molto meno elevata di quella di Monopoli e, ancor più, di quella di Polignano a mare. Specularmente la popolazione anziana conversanese risulta in termini percentuali molto più “significativa” rispetto a quella di Polignano a mare e, ancor più, rispetto a quella di Monopoli. Conversano presenta il numero di nuclei monopersonali più elevato rispetto a Monopoli e Polignano a mare. Tra gli aspetti più significativi che caratterizza l’ambito in questione di certo appare il tema dei migranti. Raffrontando infatti i dati, si rileva un incremento notevolmente cospicuo della popolazione immigrata che specie nei Comuni di Conversano e Polignano a mare hanno visto un aumento percentuale di oltre il 70%. Tale considerevole aumento, più che attribuirsi all’intensificazione dei flussi migratori (i comuni costieri come Polignano e Monopoli continuano tuttora ad essere meta “facilmente raggiungibili” per le popolazioni provenienti dai Paesi di oltre Adriatico) potrebbe ascriversi ai processi di regolarizzazione in atto ed alla tendenza di gruppi sempre più consistenti di immigrati ad insediarsi stabilmente nei Comuni di Conversano e Polignano a mare. Il paese di provenienza è prevalentemente l’Albania, ed in particolare, si registra una cospicua immigrazione clandestina di minori albanesi non accompagnati, che ha posto rilevanti questioni sotto il profilo socio-economico (copertura delle rette di ricovero in istituti educativo-assistenziali). Oltre il 62% degli immigrati è di sesso femminile o in età minorile (il rischio di esclusione è quindi più alto) e in termini di bisogni la popolazione immigrata reclama una visibilità e un’attenzione del tutto particolari. Fatta eccezione per i minori giunti clandestinamente - per i quali automaticamente scatta la segnalazione al Tribunale per i Minorenni, l’inserimento in istituto educativo-assistenziale e, per alcuni di essi, l’affidamento a parenti presenti nel territorio – il Servizio Sociale non si imbatte nella realtà dell’immigrazione, se non per alcune richieste di aiuto economico e di generica consulenza. Le problematiche relative alla mediazione linguistica e culturale vengono “delegate” alla scuola, che in questi anni ha espresso uno sforzo notevolissimo ed ammirevole nell’affrontare i temi dell’interculturalità e dell’integrazione. È possibile indicare i nodi problematici più significativi emersi in questi anni: a) precarietà igienica e promiscuità abitativa (spesso gli immigrati occupano abitazioni inadeguate, ubicate frequentemente in campagna o nei centri storici, spesso in condizioni di sovraffollamento); b) precarietà delle condizioni lavorative e inesistente o insufficiente tutela dei lavoratori immigrati; c) mancanza di spazi di integrazione, fatta eccezione per il mondo della scuola, con la tendenza degli immigrati ad aggregarsi per gruppi in base ai paesi di provenienza e con pressoché alcun contatto con la popolazione indigena; d) condizione di “invisibilità”, che a volte sfiora le forme della segregazione, specie per le donne nordafricane; e) mancanza di spazi qualificati di alfabetizzazione ed acculturazione per gli adulti immigrati.