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COVERSANO

 Nome del Sindaco: Giuseppe  Lovascio

Popolazione: Il Comune di Conversano si estende su una superficie territoriale di 126,90 Kmq, confina con i comuni di Mola di Bari,  Polignano a mare, Rutigliano, Turi – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari – , Castellana, Putignano, dista 42km da Bari città ed ha una densità abitativa di 193 abitanti/Kmq. 

La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 24.547 abitanti – di cui il 50,9% è di sesso femminile – e rappresenta il 2,5% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari.

Dai dati a nostra disposizione è emerso che il comune di Conversano, dal 1993 al 2006, ha registrato un esiguo incremento di popolazione (+6,0%) ed ha sperimentato un trend positivo di incremento annuo costante di popolazione. 

Mobilità e trasporto: Il casello autostradale più vicino a Conversano è Acquaviva delle Fonti, che dista 39 km e 35 minuti dalla città. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Polignano, a 9,5 km e 10 minuti. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 33 km e richiede 44 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 42 km, percorribili in 42 minuti. Il sistema su ferro che connette la città al capoluogo usa la stazione delle Ferrovie Sud-Est.

Territorio e paesaggio , il territorio di Conversano è in gran parte costituito da territorio aperto, al centro del quale, su di un’altura che domina il sottostante pianoro, è insediato il centro abitato consolidato. Nel territorio comunale ci sono diverse Zone a Protezione Speciale, legate alla caratteristica geologica dei depositi alluvionali: i cosiddetti laghi di Conversano, di Sassano e di Monsignore, le contrade Boschetto, San Pietro e Triggianello. Tra questi, il lago di Sassano è un importante recapito di acque piovane.

Conversano ha una riserva naturale che protegge i laghi di Conversano e i laghi di Monsignore. L’agricoltura è attività primaria, ma in declino: il paesaggio è connotato da tradizionali ciliegeti (da cui si producono qualità pregiate di ciliegia, come la "ferrovia"), oliveti e mandorli, ma anche da vitigni, spesso impiantati da produttori noiani. Verso i territori comunali di Polignano, Monopoli e Mola, si estende invece il paesaggio degli orti sub-costieri. Le colture tradizionali (ortaggi, mandorli, frutteti in generale) sono spesso sempre meno redditizie e diventano sempre più destinate all’autoconsumo.

Acqua e assetto idrogeologico: L’abitato di Conversano sorge in area rilevata circondata da aree sub-pianeggianti con presenza di piccoli bacini endoreici a doline corrispondenti ai fenomeni di carsismo tipici della regione. Anche nel centro abitato ci sono tre doline, di cui una completamente edificata (per la cui riqualificazione c’è un progetto finanziato con 320 mila €.).

Di conseguenza, nel centro urbano insistono solo 3 zone a rischio di allagamento per le quali è già stato redatto uno studio di dettaglio. Il problema del ruscellamento delle acque piovane è particolarmente grave nelle zone di espansione, a causa dell’impermeabilizzazione del suolo dovuta al tipo di pavimentazione stradale. Il problema generale è quello del convogliamento delle acque piovane e dei recapiti. Nel territorio comunale ci sono diverse Zone a Protezione Speciale, con caratteristiche di depositi alluvionali: i cosiddetti laghi di Conversano, di Sassano e di Monsignore, le contrade Boschetto, San Pietro e Triggianello.

Il centro storico: Il centro Storico, con un tessuto ben conservato (sia sotto l’aspetto materiale che dal punto di vista della qualità sociale) e con emergenze storico-monumentali notevoli (tra cui il castello, la cattedrale, il convento delle Clarisse), è uno dei centri storici di maggior rilievo dell’Area Metropolitana. Tra i caposaldi storico-monumentali di pregio emergono: la cattedrale romanica, iniziata dai Normanni tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo; l’incastellamento terminato in periodo aragonese, iniziato dal normanno Goffredo Altavilla intorno all'anno 1000 sulle mura megalitiche dell'antico centro peuceta, in seguito trasformato in residenza signorile della famiglia Acquaviva d'Aragona; il monastero di San Benedetto, centro di un potere eccezionale per l’Italia medievale, esercitato da un gruppo di monache cistercensi, le cosiddette Abbatissae infulatae, ossia le Badesse Mitrate.

Il centro storico di Conversano, consolidatosi intorno al XIII secolo, è poi ampliato per successive e distinguibili espansioni. Nel 1400 viene edificato il quartiere di Casalvecchio, articolato sui due lati dell’asse di collegamento storico con Castellana e dotato di una cinta difensiva alla fine del XV secolo. Alla fine del ‘500, invece, ad ovest del nucleo storico originario, viene realizzata una seconda espansione: il quartiere di Casalnuovo, caratterizzato dalla trama viaria ortogonale, di tipo ippodameo, anticipatore di molte successive espansioni dei centri urbani pugliesi.

Capitale culturale: La ristrutturazione degli edifici del centro storico nel rispetto dell'architettura originaria la creazione della Pinacoteca, all'interno del Castello, per l'esposizione delle dieci tele della Gerusalemme liberata opera del pittore Paolo Finoglio e l'organizzazione, nel periodo estivo, di una serie di rassegne, manifestazioni e spettacoli (Festival del Mediterraneo, Con il Vento di Scirocco, Vedo Corto), manifestazioni che, grazie alla vasta eco sulla stampa, richiamano a Conversano molti visitatori. La strategia d’intervento adottata ha visto l’attuazione d’interventi volti a rafforzare e definire l’offerta turistico-ricettiva locale attraverso un sistema di  servizi a supporto del turista.

E’ stato realizzato un  servizio di accoglienza ed informazioni turistiche che rappresenta un punto di riferimento per i cittadini alla ricerca d’informazioni su gli eventi di natura ricreativa  e culturale, ma soprattutto per i turisti cercano di orientarsi per i vicoli della città. Inoltre, il centro, anche attraverso l’ausilio delle più moderne tecnologie, è il terminale naturale di quanti navigando in internet sono alla ricerca o scoprono per caso il territorio. Notevole importanza rivestono la Telenorba S.p.A e RadioNorba

Economia: Il comune di Conversano nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a poco meno di 225 milioni di euro. Circa i tre quarti del valore aggiunto totale si devono al terziario, mentre il restante quarto proviene principalmente dal settore industriale (21,6%) ed in piccola percentuale dal comparto agricolo (5,6%). Il comune di Conversano al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a 9.453 persone, con un tasso di attività del 45,9% ed un tasso di disoccupazione del 14,5%.

Gli occupati presenti nel comune di Conversano nel 2005 rappresentano circa il 30% della  popolazione totale residente. La stragrande maggioranza della popolazione è impiegata nel terziario, tuttavia, si registrano quote considerevoli di occupazione sia nell’industria (24,1%) che in agricoltura (12,3%). Dai dati emerge che:

  • L’economia è storicamente di tipo agricolo: Conversano si distingue per la produzione di ciliegie e uva. Tuttavia il settore è in crisi per mancanza di iniziative di promozione commerciale e di una programmazione a livello di sistema;
  • nell’area sono presenti attività nel settore dei surgelati, trasformazione di prodotti agricoli, attività meccaniche, scalottifici, fabbri;
  • sono presenti attività industriali nella produzione di autoveicoli (autobus) e nel settore tessile;
  • Il turismo è un settore attivo (87 B&B) ed è anche collegato ad attività culturali;
  • Molto presente è il settore delle costruzioni con imprese di piccole dimensioni.

Welfare: Conversano ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme a Polignano e Monopoli ed è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 1. Nell’avviare il processo di elaborazione di questo primo piano di zona, i tre comuni  Conversano, Polignano, Monopoli, hanno prestato attenzione non solo ai contenuti dello stesso, ma anche al processo metodologico partecipativo, pur incontrando ostacoli connessi con la scarsa capacità ed assenza di una qualsiasi tradizione a lavorare insieme tra i tre Comuni cui si è aggiunta la difficoltà ad organizzare e gestire la partecipazione e l’attivo coinvolgimento dei soggetti previsti dalla legge (organizzazioni sindacali, azienda sanitaria locale, soggetti del terzo settore). La densità della popolazione di ambito presenta notevoli difformità: a fronte della densità alquanto alta di Monopoli e  di Polignano a mare, a Conversano si registra una densità molto più bassa.  La popolazione minorile di Conversano risulta percentualmente molto meno elevata di quella di Monopoli e, ancor più, di quella di Polignano a mare. Specularmente la popolazione anziana conversanese risulta in termini percentuali molto più “significativa” rispetto a quella di Polignano a mare e, ancor più, rispetto a quella di Monopoli. Conversano presenta il numero di nuclei monopersonali  più elevato rispetto a Monopoli e Polignano a mare. Tra gli aspetti più significativi che caratterizza l’ambito in questione di certo appare il tema dei migranti. Raffrontando infatti i dati, si rileva un incremento notevolmente cospicuo della popolazione immigrata che specie nei Comuni di Conversano e Polignano a mare hanno visto un aumento percentuale di oltre il 70%. Tale considerevole aumento, più che attribuirsi all’intensificazione dei flussi migratori (i comuni costieri come Polignano e Monopoli continuano tuttora ad essere meta “facilmente raggiungibili”  per le popolazioni provenienti dai Paesi di oltre Adriatico) potrebbe ascriversi ai processi di regolarizzazione in atto ed alla tendenza di gruppi sempre più consistenti di immigrati ad insediarsi stabilmente nei Comuni di Conversano e Polignano a mare. Il paese di provenienza è prevalentemente l’Albania, ed in particolare, si registra una cospicua immigrazione clandestina di minori albanesi non accompagnati, che ha posto rilevanti questioni sotto il profilo socio-economico (copertura delle rette di ricovero in istituti educativo-assistenziali). Oltre il 62% degli immigrati è di sesso femminile o in età minorile (il rischio di esclusione è quindi più alto) e in termini di bisogni la popolazione immigrata reclama una visibilità e un’attenzione del tutto particolari. Fatta eccezione per i minori giunti clandestinamente - per i quali automaticamente scatta la segnalazione al Tribunale per i Minorenni, l’inserimento in istituto educativo-assistenziale e, per alcuni di essi, l’affidamento a parenti presenti nel territorio – il Servizio Sociale non si imbatte nella realtà dell’immigrazione, se non per alcune richieste di aiuto economico e di generica consulenza. Le problematiche relative alla mediazione linguistica e culturale vengono “delegate” alla scuola, che in questi anni ha espresso uno sforzo notevolissimo ed ammirevole nell’affrontare i temi dell’interculturalità e dell’integrazione. È possibile indicare i nodi problematici più significativi emersi in questi anni: a) precarietà igienica e promiscuità abitativa (spesso gli immigrati occupano abitazioni inadeguate, ubicate frequentemente in campagna o nei centri storici, spesso in condizioni di sovraffollamento); b) precarietà delle condizioni lavorative e inesistente o insufficiente tutela dei lavoratori immigrati; c) mancanza di spazi di integrazione, fatta eccezione per il mondo della scuola, con la tendenza degli immigrati ad aggregarsi per gruppi in base ai paesi di provenienza e con pressoché alcun contatto con la popolazione indigena; d) condizione di “invisibilità”, che a volte sfiora le forme della segregazione, specie per le donne nordafricane; e) mancanza di spazi qualificati di alfabetizzazione ed acculturazione per gli adulti immigrati.