CELLAMARE
Nome del Sindaco: Michele Laporta
Popolazione: Il Comune di Cellamare si estende su una superficie territoriale di 5,83 Kmq, confina con i comuni di Capurso, Noicattaro, Casamassima – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari –dista 14km da Bari città ed ha una densità abitativa di 888 abitanti/Kmq.
La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 5.178 abitanti – di cui il 51,3% è di sesso maschile – e rappresenta lo 0,5% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari.
Dai dati a nostra disposizione è emerso che il comune di Cellamare, dal 1993 al 2006, ha registrato un ottimo incremento di popolazione (+48,8%) ed ha sperimentato un trend positivo di incremento annuo costante di popolazione che però appare essersi stabilizzato nell’ultimo anno.
Mobilità e trasporto: Il casello autostradale più vicino a Cellamare è Bari Nord, che dista 21 km e 16 minuti dalla città; per imboccare l’autostrada in direzione sud, conviene entrare dal casello di Acquaviva delle Fonti, a 24 km e 20 minuti. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Bari, a 14 km e 18 minuti. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 17 km e richiede 25 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 25 km, percorribili in 23 minuti.
La città non può contare su alcun collegamento su ferro.
Territorio e paesaggio Ricade in gran parte in quella fascia territoriale che dalla costa si estende verso l’entroterra, fino ad essere lambita dalle propaggini del primo salto geologico murgiano. Situato lungo il bordo meridionale di un pianoro caratterizzato da ondulazioni che di poco superano i 100 metri di media e che ascende secondo una pendenza pressoché costante verso sud, il territorio cellamarese raggiunge in corrispondenza del sopraccitato salto un’altitudine massima di circa 180 m. La struttura geologica del terreno è anche qui prevalentemente calcarea, come risulta evidente dalle grandi lastre affioranti nelle contrade extra-urbane. Spesso attraversato da alluvioni, il territorio cellamarese è stato luogo di stanziamenti preistorici localizzati nell’attuale contrada Cocevole, a 2 km a sud dell’attuale abitato, in posizione protetta rispetto al solco idrogeologico che costituiva una sorta di via-canale lungo la direttrice da Monte Sannace all’Adriatico.
Acqua e assetto idrogeologico:
Il centro storico: Il centro storico mantiene il suo carattere residenziale, popolare e di vicinato, come dimostra la presenza di due frantoi con molitura a freddo e l’attività dell’antico forno comunale in pietra.
Sono stati attuati di recente diversi interventi di recupero: è stata ripristinata come luogo pubblico la piazza antistante la chiesa matrice Maria SS. Annunziata, precedentemente adibita a parcheggio; sono state riportate a vista le chianche che rivestono la strada tra la "Porta della terra" (anch'essa sottoposta a restauro conservativo) e il castello (ossia la dimora signorile Del Giudice – Caracciolo); è stata restaurata la torre civica ed è stata realizzata una nuova illuminazione pubblica.
L'Arcidiocesi ha invece contribuito al recupero parziale del campanile della chiesa matrice.
Il tipo abitativo dominante l’insediamento cellamarese è quello di matrice rurale, costituito da un basso o sottano abitabile con focolare, cui si accede dal pianterreno mediante ingresso indipendente, e che immette a sua volta in uno o due ambienti. Spesso l’unità abitativa si sviluppa su di un secondo piano fuoriterra con loggiato aggettante e terrazza, dotato di ingresso proprio e scala laterale interna. Frequente è anche il tipo con scala esterna su arco di sostegno che inquadra la porta di ingresso.
Il tipo abitativo più ricco è invece dotato di vero e proprio piano nobile, nonché di annessi magazzini per il deposito di derrate agricole, cantina, stalla, giardino e orto retrostante.
Capitale culturale: Il vecchio castello baronale è posto all’estremo periferico del vecchio giro delle mura di Cellamare. Ignoti sono sia la data, sia il signore che lo fece erigere, comunque successivamente all’avvento dei signori feudali del luogo. Gli ambienti sottostanti la struttura sono dotati di frantoi per la molitura delle olive e palmenti per la pressione delle vinacce.
Fiera di S. Amatore in onore del santo si svolge esattamente una settimana prima della Festa Patronale
Economia: Il comune di Cellamare nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a poco meno di 25 milioni di euro. Circa il 70% del valore aggiunto totale si deve al terziario, mentre il resto proviene principalmente dal settore industriale (25,9%) ed in piccola percentuale dal comparto agricolo (5%). Nell’ambito del territorio di Terra di Bari, Cellamare si conferma fra i comuni con la maggiore incidenza del manifatturiero. Il comune di Cellamare al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a 2.077 persone, con un tasso di attività del 50,5% ed un tasso di disoccupazione del 14,5%.
Gli occupati presenti nel comune di Cellamare nel 2005 rappresentano il 21,7% della popolazione totale residente. Dei circa 1.000 occupati in totale, la maggior parte risultano impiegati nel settore terziario mentre i restanti prevalentemente nell’industria (24,5%) ed in agricoltura (9,5%). Il comparto industriale si conferma, pertanto, significativo anche a livello occupazionale
Welfare: Cellamare ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme ad Adelfia, Capurso, Valenzano e Triggiano che è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 5. Le aree individuate di intervento (7) sono state così nominate: 1) Responsabilita’ familiari; 2) Minori; 3) Anziani; 4) Disabili; 5) Dipendenze; 6) Salute Mentale; 7) Contrasto alla poverta’. Il Comune con il maggior numero di abitanti è quello di Triggiano, mentre quello più piccolo è Cellamare; gli altri tre Comuni hanno una popolazione quasi equivalente. Per i Comuni di Triggiano e Cellamare non sono disponibili i dati relativi alla composizione dei nuclei familiari. Emerge, comunque, che la maggior parte dei nuclei monopersonali è rappresentata dagli anziani ultrassessantacinquenni. La popolazione minorile costituisce circa il 22% del totale (cfr. dati demografici) mentre quella anziana (ultrassessantacinquenni) è pari a circa il 14% (Cfr. dati demografici) Si può affermare, dunque, che la popolazione di questo distretto è piuttosto giovane. Probabilmente la più giovane dell’Area Metropolitana.
La popolazione minorile è maggiormente presente nel Comune di Cellamare, mentre quella anziana è più consistente nei Comuni di Adelfia e Triggiano. Anche qui si riscontra il medesimo problema irrisolto di co-gestione dei servizi con il Comune di Bari data la vicinanza geografica tra Comuni e capoluogo.
L’ambito registra infatti lo scotto di un rapporto abnorme tra la città e la sua area metropolitana che assorbe risorse e mano d’opera dal territorio, rigettando sullo stesso tutte le problematiche e le esigenze sociali. Il continuo flusso migratorio dalla città verso i cinque Comuni ha provocato fenomeni di massificazione e di scollamento sociale, con compromissione della identità socioculturale di ciascuna realtà comunale. ("quasi paesi-quasi città").
La tendenza delle famiglie interessate è quella di continuare a mantenere i propri rapporti di vita nella città d'origine, vivendo il paese solo come dormitorio e luogo di interessi marginali. Forte, quindi, la necessità di operare per la loro integrazione sociale in considerazione del rilevante aumento di situazioni di rischio che li coinvolge. Sino ad oggi non sempre è stato possibile garantire interventi qualificati di prevenzione, a causa della mancanza sul territorio di azioni finalizzate a questo obiettivo.
Le due aree (Famiglia e Minori) vengono trattate congiuntamente alla luce delle forti connessioni che si rilevano tra le stesse, sia per la programmazione, sia per la realizzazione dei servizi e degli interventi. I servizi si sono rivelati di particolare utilità per l’utenza e, nello specifico, sul piano delle responsabilità genitoriali e della crescita dei minori e dei nuclei presi in carico. E’ inoltre in costruzione il “Centro Donna”, finalizzato alla promozione e attuazione di politiche per le pari opportunità così come il Comune capofila ha impegnato cifre per le politiche giovanili.
Di particolare interesse risultano un gemellaggio con la città di Edison, vicino Chicago – U.S.A., dove è forte la presenza di oriundi triggianesi ormai di terza generazione (una esperienza analoga a quella già citata del Comune di Mola) ed è attivo in questo ambito uno scambio di ospitalità della durata di 10 giorni all’anno tra studenti delle scuole delle due città.
Un’altra interessante attività concerne l’istituzione dell’Università della Terza Età, che compare in taluni Comuni dell’Area dimostrando un trend positivo circa forme di attenzione in crescita da parte delle amministrazioni circa il ruolo-chiave che l’‘educazione permanente’ assume sia in chiave socializzante, sia in termini di valorizzazione del capitale umano e sociale nella componente anziani.