CASAMASSIMA
Nome del Sindaco:Domenico Vito De Tommaso.
Popolazione: Il Comune di Casamassima si estende su una superficie territoriale di 77,41 Kmq, confina con i comuni di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Capurso, Cellamare, Noicattaro, Rutigliano, Sammichele di Bari, Turi, Valenzano – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari –, dista 20km da Bari città ed ha una densità abitativa di 227 abitanti/Kmq.
La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 17.535 abitanti – di cui il 50,9% è di sesso femminile – e rappresenta l’1,8% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari
Dai dati a nostra disposizione è emerso che il comune di Casamassima, dal 1993 al 2006, ha registrato un discreto incremento di popolazione (+18,6%) ed ha sperimentato un trend di costante incremento di popolazione.
Mobilità e trasporto: Il casello autostradale più vicino a Casamassima è Acquaviva delle Fonti, che dista 14 km e 13 minuti dalla città. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Acquaviva delle Fonti, a 9,5 km e 11 minuti. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 22 km e richiede 28 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 32 km, percorribili in 28 minuti. Il sistema su ferro che connette la città al capoluogo usa la stazione delle Ferrovie Sud-Est. Non ci sono linee di trasporto pubblico urbano né parcheggi a pagamento.
Territorio e paesaggio: Con un territorio collinare, si adagia ai piedi della Murgia barese lungo il costone del cretacico, con alture comprese tra i 140 m.slm. a nord ai 300 m.slm. a sud, e curve di livello pressoché parallele in direzione est-ovest. Il centro abitato si attesta sui 223 m. slm.
Il principale elemento strutturante che segna il territorio è la lama San Giorgio, che attraversa quasi interamente la superficie comunale. La cosiddetta lama Cupa è un invaso (di proprietà dell’Ente Irrigazione) ormai in disuso. Nei programmi di predisposizione di un sistema di raccolta delle acque pluviali la lama Cupa è infatti indicata come possibile destinazione finale delle acque reflue ed essere punto di partenza per approvvigionamento di acqua destinata alla colture.
Attualmente la superficie del bosco del territorio di Casamassima è di circa 20 ettari (30 vignali) su un territorio di 7.745 ettari, con una percentuale alquanto bassa (0,25% del territorio comunale) ricoperta da boschi, un tempo, invece, molto diffusi sul territorio. Oggi residui di bosco sono costituiti prevalentemente da querce e si trovano soprattutto lungo le lame, sebbene lunghi tratti di queste siano oggi stati disboscati ed utilizzati per impiantarvi serre e ciliegeti.
Acqua e assetto idrogeologico: Il territorio di Casamassima nasce in zona carsica tanto che negli anni ’70 furono scoperte alcune grotte, purtroppo chiuse per mancanza dei fondi necessari alla loro gestione e messa in sicurezza.
Altre evidenze di tale assetto geo-litologico sono le due lame che attraversano il suo territorio. Di queste la più importante è senz’altro la Lama S. Giorgio. Questa parte dalla lama S. Giorgio in direzione di Gioia del Colle è quasi completamente mascherata per via di colture ormai secolari. Solo nel tratto al confine di Gioia la lama è ancora pressoché intatta (da segnalare la presenza di una grotta sul pendio della lama). La lama potrebbe essere oggetto di lavori di recupero ambientale (presenti nel PTOOPP ma senza finanziamento).
La seconda “Lama” è la lama Cupa che non è una vera e propria lama ma un invaso artificiale (di proprietà dell’Ente Irrigazione) ormai in disuso. Per l’invaso di lama Cupa è in previsione un sistema di raccolta delle acque pluviali (progetto definitivo presente nel PTOOPP, non finanziato). Inoltre, la Lama Cupa potrebbe essere la destinazione finale delle acque reflue ed essere punto di partenza per approvvigionamento di acqua destinata all’agricoltura.
Con riferimento all’assetto idrogeologico, nel territorio comunale insiste una limitata zona caratterizzata come area ad elevata pericolosità di inondazione secondo il P.A.I. L’amministrazione ritiene, tuttavia, di dover approfondire lo studio tecnico della zona per accertare il reale grado di rischio.
Centro storico: II Borgo Antico si è sviluppato principalmente nel secolo VIII, intorno a una dimora padronale. La cinta muraria del sec. XII, in parte distrutta dalle truppe ungheresi nel 1348, fu ricostruita subito dopo. All'interno del Borgo hanno avuto un ruolo importante il Castello o Palazzo Ducale, il Convento di Santa Chiara, la Chiesa Matrice e il Palazzo De Bellis, poi trasformato in Convento delle Monacelle. Il borgo è caratterizzato da una pavimentazione a chianche lungo le viuzze medioevali, dette "chiassi" o "corti" (vicoli stretti senza uscita). La costruzione popolare tipica, dall'interessante intonacatura azzurra, è costituita da un locale inferiore o "sottano", da uno superiore o "soprano" collegati da una scala esterna o vignale . Una finestra corredata da mensole laterali, d'influenza dalmata, è l'unica fonte di luce del "soprano". I portali e le cornici delle finestre sono in pietra calcarea.
Capitale culturale: Casamassima è nota la maestosa fiera di S. Rocco che precede di alcune settimane i festeggiamenti in onore del Patrono della città.
Nel settore agricolo sono molto ben sviluppati le colture di uva da tavola, ciliegie ed olive. Il settore agroindustriale di Casamassima soffre di sovrapproduzione di uva da tavola, ma eccelle nella produzione della “zampina”..
Economia: Il comune di Casamassima nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a circa 240 milioni di euro. Con un’incidenza del terziario sul valore aggiunto pari all’88,8%, il comune di Casamassima si posiziona al primo posto fra i comuni di Terra di Bari. Inoltre, Casamassima presenta la minore quota di valore aggiunto proveniente dal comparto industriale (solo il 7,4%) ed una quota poco rilevante di valore aggiunto agricolo. Il comune di Casamassima al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a 6.553 persone, con un tasso di attività del 45,5% ed un tasso di disoccupazione dell’11,9%.
- Gli occupati presenti nel comune di Casamassima nel 2005 rappresentano il 36% della popolazione totale residente. Riflettendo la preponderanza del terziario riscontrata dai dati relativi al valore aggiunto, la quota di occupazione afferente a tale settore risulta molto consistente (80,4%) a scapito delle quote rilevate nell’industria e in agricoltura. Il complesso “Baricentro” si estende per 900.000 mq e comprende circa 400 magazzini all’ingrosso non alimentare;
- Il complesso Auchan occupa una superficie di 58.000 mq e occupa oltre 1000 persone. Al uso interno oltre alla galleria sono comprese l’ipermercato, parco giochi, multisala ed altra grandi strutture di vendita;
Esiste altresì una importante vocazione agricola. Nel settore agricolo sono molto ben sviluppati le colture di uva da tavola (6.000.000 q/anno), ciliegie ed olive. Come nel resto della regione, il settore agroindustriale di Casamassima soffre di sovrapproduzione di uva da tavola. C’è un ottimo olio extra-vergine ma la sua produzione è limitatissima (l’oleificio locale è poco attivo, la produzione a livello familiare
Welfare: Casamassima ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme a Gioia del Colle (Comune capofila), Sammichele e Turi nell’ambito territoriale n° 2. La distribuzione della popolazione del distretto, relativamente alle differenti fasce di età, è sostanzialmente omogenea e stabile con l'eccezione dei comuni di Casamassima e Sammichele di Bari. Nel comune di Casamassima si registra la percentuale più alta della popolazione attiva nell’ambito. Il processo di semplificazione della struttura familiare continua a far registrare un decremento del numero di componenti e ciò per effetto della diminuzione delle nascite e dell’aumento dell’invecchiamento della popolazione con conseguente peso delle famiglie di dimensione più piccola. La crescente difficoltà di trovare lavoro e quindi di assicurarsi un reddito sicuro e sufficiente, e l’entrata sempre più massiccia delle donne nel mondo del lavoro, che favorisce una temporanea rinuncia alla maternità rimandata a dopo il raggiungimento della realizzazione personale, sono tra le cause principali della diminuita propensione alla procreazione. A ciò contribuisce anche la crescita del livello di istruzione e il forte affrancamento dalla morale tradizionale e religiosa e la debolezza di alcuni servizi: asili nido, assistenza sanitaria pediatrica, politiche per la casa spesso insufficienti, carenza di alloggi e affitti troppo elevati.
Di certo, a parte alcune fenomenologie che l’ambito condivide, si può affermare che in questo caso le singole realtà comunali presentano specificità piuttosto forti e che caratterizzano l’area come una delle più diversificate al proprio interno sul piano sociale.
Per quanto riguarda la specifica realtà urbana di Casamassima si può subito segnalare una forte contraddizione che ne caratterizza anche il tessuto sociale: ad una discreta dinamicità sul piano economico, legata all’avvio di molteplici iniziative imprenditoriali, soprattutto nel terziari e nella grande distribuzione, si accompagna l’innalzamento dei livelli di emarginazione. In tale contesto, caratterizzato da un processo migratorio dovuto alla periferizzazione della grande città, (il Comune di Casamassima è particolarmente investito da tale fenomeno in relazione al Capoluogo) e al contatto con gruppi stranieri, si verifica uno scollamento nel sistema di coesione sociale che si traduce sempre più in fenomeni di esclusione. Sul territorio di Casamassima, da oltre un decennio si assiste ad una massiccia immigrazione, proveniente da aree urbane limitrofe, per lo più da sfrattati, che ha determinato un aumento notevole della popolazione con una domanda sociale molto più complessa e variegata, la nascita di quartieri dormitorio, l’abbassamento del dato disoccupazione oltre che l’ aumento di comportamenti sociopatici.
In definitiva, Casamassima presenta ancora un forte grado di interdipendenza con il sistema urbano del Comune capoluogo soprattutto in termini di marginalità e flussi di mobilità centro-periferia. Tutto questo senza sia stata attivata alcuna forma di con-divisione da parte delle due amministrazioni circa le strategie da porre in essere per garantire una continuità sul piano dell’erogazione delle prestazioni e dei servizi di inclusione sociale. Il caso irrisolto sul piano dell’inclusione dei Comuni situati a ridosso delle periferie di Bari che vedono incrementare il proprio carico sociale a seguito dei processi di espansione/espulsione dal capoluogo, assume nel breve-medio termine la valenza di una priorità irrimandabile e propone un tema di riflessione probabilmente strategico per la futura programmazione in rete.