CAPURSO
Nome del Sindaco: Giuseppe De Natale
Popolazione: Il Comune di Capurso si estende su una superficie territoriale di 14,88 Kmq, confina con i comuni di Bari, Casamassima, Cellamare, Triggiano, Valenzano, – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari –, dista 11km da Bari città ed ha una densità abitativa di 1.012 abitanti/Kmq.
La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 15.062 abitanti – di cui il 50,4% è di sesso femminile – e rappresenta l’1,6% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari.
Dai dati a nostra disposizione è emerso che il comune di Capurso, dal 1993 al 2006, ha registrato un discreto incremento di popolazione (+8,2%) ed ha sperimentato un trend di costante incremento di popolazione eccezion fatta per gli anni 1996 e 1999.
Mobilità e trasporto: Il casello autostradale più vicino a Capurso è Bari Nord, che dista 17 km e 14 minuti dalla città; per imboccare l’autostrada in direzione sud, conviene entrare dal casello di Acquaviva delle Fonti, a 26 km e 21 minuti. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Bari, a 10 km e 16 minuti. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 13 km e richiede 23 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 21 km, percorribili in 21 minuti.
Il sistema su ferro che connette la città al capoluogo usa la stazione delle Ferrovie Sud-Est.
Territorio e paesaggio: Il paesaggio agrario è principalmente caratterizzato da viti e olivi. Nonostante l’agricoltura costituisca ancora un settore economico di primaria importanza, il declino della sua vitalità economica (legato al difficile reperimento di mano d’opera e alla mancanza di una organizzazione cooperativistica forte) ha causato la marginalizzazione e il sostanziale abbandono di molti terreni, con il conseguente diffondersi di fenomeni di abbandono abusivo di rifiuti. La proprietà terriera è estremamente frazionata e molta della produzione è destinata a forme di auto-consumo
Acqua e assetto idrogeologico: L’assetto idrogeologico del territorio non presenta particolari emergenze connesse al reticolo idrografico naturale. Molto problematica è invece la zona a ridosso della ferrovia, in quanto, a causa dell'orografia del terreno, il rilevato ferroviario costituisce uno sbarramento al regolare deflusso delle acque piovane. La fogna bianca è insufficiente anche in altre zone, sia nell'abitato attuale che nella zona di espansione Pertanto nel P.O.R. misura 1.1 azione 5 sono stati stanziati circa 2 mln di €, per drenare le aree più depresse e per eliminare i pozzi disperdenti realizzati in passato. Nell'area urbana esiste un canale di guardia degli anni '20 per l’intercettazione delle acque provenienti da monte dell’abitato.
L’esistente depuratore è stato dimesso e i reflui vengono attualmente collettati al depuratore di Bari-Est.
Il centro storico: Il centro storico, con caratteristiche tipo-morfologiche comuni a quelli della prima corona dell’hinterland barese, non ha una piena ed efficiente dotazione di urbanizzazioni primarie: è servito all'80% dalla rete di distribuzione del metano, mentre ampie zone incorrono spesso nella riduzione dell'erogazione di acqua (tutte le abitazioni sono quindi dotate di autoclave). Alcuni edifici del centro storico sono in condizioni di pericolo statico e costituiscono enclave di degrado sociale.
Le centralità monumentali della città antica sono la Reale Basilica della Madonna del Pozzo (edificata nel XVIII secolo come atto votivo alla Madonna del pozzo, ad unica navata con due altari minori laterali), la chiesa del SS. Salvatore (la chiesa matrice eretta da Bona Sforza nel 1541) e il convento di san Francesco da Paola (costruito nel 1614 sulle rovine dell'antica chiesa matrice di Ara Coeli).
Nel territorio di Capurso, in contrada Piscine, è situata poi la chiesa detta “della solitudine”, costruita sull’antico pozzo di Santa Maria, oggetto di un importante e diffuso culto.
Capitale culturale: Due processioni caratterizzano la devozione di Capurso per la Madonna del Pozzo, patrona della città. La festa della Madonna del Pozzo, compatrona di Capurso, è caratterizzata da due processioni. Nel rituale religioso del mattino i pellegrini, con in mano ceri illuminati, seguono la statua in un lento cammino di fede e devozione. La processione serale, più folcloristica, è invece caratterizzata dalla presenza di un carro trionfale trainato da un gruppo di fedeli.
Economia: Il comune di Capurso nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale di poco inferiore a 200 milioni di euro. La quota maggiore di tale valore aggiunto proviene dal terziario (66,7%), tuttavia, l’incidenza del settore manifatturiero appare oltremodo significativa (31,6%) tanto da far collocare il comune di Capurso al secondo posto fra i comuni più industrializzati di Terra di Bari, dopo Modugno. Diversamente, l’incidenza dell’agricoltura è davvero limitata (1,7%).
Welfare: Capurso ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme ad Adelfia, Cellamare, Valenzano e Triggiano che è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 5. Le aree individuate di intervento (7) sono state così nominate: 1) Responsabilita’ familiari; 2) Minori; 3) Anziani; 4) Disabili; 5) Dipendenze; 6) Salute Mentale; 7) Contrasto alla poverta’. Il Comune con il maggior numero di abitanti è quello di Triggiano, mentre quello più piccolo è Cellamare; gli altri tre Comuni hanno una popolazione quasi equivalente. Per i Comuni di Triggiano e Cellamare non sono disponibili i dati relativi alla composizione dei nuclei familiari. Emerge, comunque, che la maggior parte dei nuclei monopersonali è rappresentata dagli anziani ultrassessantacinquenni. La popolazione minorile costituisce circa il 22% del totale (cfr. dati demografici) mentre quella anziana (ultrassessantacinquenni) è pari a circa il 14% (Cfr. dati demografici) Si può affermare, dunque, che la popolazione di questo distretto è piuttosto giovane. Probabilmente la più giovane dell’Area Metropolitana.
La popolazione minorile è maggiormente presente nel Comune di Cellamare, mentre quella anziana è più consistente nei Comuni di Adelfia e Triggiano. Anche qui si riscontra il medesimo problema irrisolto di co-gestione dei servizi con il Comune di Bari data la vicinanza geografica tra Comuni e capoluogo.
L’ambito registra infatti lo scotto di un rapporto abnorme tra la città e la sua area metropolitana che assorbe risorse e mano d’opera dal territorio, rigettando sullo stesso tutte le problematiche e le esigenze sociali. Il continuo flusso migratorio dalla città verso i cinque Comuni ha provocato fenomeni di massificazione e di scollamento sociale, con compromissione della identità socioculturale di ciascuna realtà comunale. ("quasi paesi-quasi città").
La tendenza delle famiglie interessate è quella di continuare a mantenere i propri rapporti di vita nella città d'origine, vivendo il paese solo come dormitorio e luogo di interessi marginali. Forte, quindi, la necessità di operare per la loro integrazione sociale in considerazione del rilevante aumento di situazioni di rischio che li coinvolge. Sino ad oggi non sempre è stato possibile garantire interventi qualificati di prevenzione, a causa della mancanza sul territorio di azioni finalizzate a questo obiettivo.
Le due aree (Famiglia e Minori) vengono trattate congiuntamente alla luce delle forti connessioni che si rilevano tra le stesse, sia per la programmazione, sia per la realizzazione dei servizi e degli interventi. I servizi si sono rivelati di particolare utilità per l’utenza e, nello specifico, sul piano delle responsabilità genitoriali e della crescita dei minori e dei nuclei presi in carico. E’ inoltre in costruzione il “Centro Donna”, finalizzato alla promozione e attuazione di politiche per le pari opportunità così come il Comune capofila ha impegnato cifre per le politiche giovanili.
Di particolare interesse risultano un gemellaggio con la città di Edison, vicino Chicago – U.S.A., dove è forte la presenza di oriundi triggianesi ormai di terza generazione (una esperienza analoga a quella già citata del Comune di Mola) ed è attivo in questo ambito uno scambio di ospitalità della durata di 10 giorni all’anno tra studenti delle scuole delle due città.
Un’altra interessante attività concerne l’istituzione dell’Università della Terza Età, che compare in taluni Comuni dell’Area dimostrando un trend positivo circa forme di attenzione in crescita da parte delle amministrazioni circa il ruolo-chiave che l’‘educazione permanente’ assume sia in chiave socializzante, sia in termini di valorizzazione del capitale umano e sociale nella componente anziani. Il Comune è stato meta di flussi migratori di poveri e disagiati provenienti dal centro storico di Bari. Queste migrazioni, hanno costituito un pesante aggravio per i servizi sociali che incidono sul bilancio comunale per 420.000 € (il Comune spende 80 € al giorno per ciascun bambino cui deve garantire la retta dell'asilo). Il settore sociale è problematico per la carenza di occupazione, che si traducono in costanti segnalazioni di richieste presso il municipio stesso. La comunità asiatica è ben insediata nel contesto produttivo e commerciale della città e ha organizzato una specie di mutua per far fronte ad eventuali problemi di pagamento degli affitti da parte di singoli, così da evitare che si deteriori l'immagine pubblica della comunità stessa. Nel paese ci sono 32 associazioni del terzo settore, per il quale si avverte una carenza di spazi.