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BARI


Nome del Sindaco
: Michele Emiliano

Popolazione: Il Comune di Bari si estende su una superficie territoriale di 116,20 Kmq, confina con i comuni di Adelfia, Bitonto, Bitritto, Capurso, Giovinazzo, Mola di Bari, Modugno, Noicattaro, Triggiano, Valenzano, – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari – ed ha una densità abitativa di 2813 abitanti/Kmq. La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 326.915 abitanti – di cui il 51,8% è di sesso femminile – e rappresenta il 33,7% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari. Dai dati a nostra disposizione  è emerso che il comune di Bari, dal 1993 al 2006, ha registrato una marcata perdita di popolazione (-2,7%) dovuta essenzialmente ad un trend negativo che riscontra un'unica accezione per l’anno 2005: a tal proposito appare opportuno sottolineare che l’incremento di popolazione è dovuto al saldo migratorio positivo registrato e non, invece, al saldo naturale.

Mobilità e trasporto: Il sistema della accessibilità del territorio comunale di Bari, per via della importanza della Città nell’ambito nazionale e della posizione geografica nell’ambito territoriale (città costiera posta quale porta attraverso il mediterraneo nei confronti delle nazioni dell’est europeo ) risulta alquanto complesso ed articolato e vede il capoluogo interessato dalle reti di trasporto su gomma, ferro, portuale ed aeroportuale. Reti peraltro distribuite su tutte le gerarchie di trasporti: internazionali, nazionali regionali e locali.

Il territorio comunale è attraversato, come già detto da una articolata rete stradale i cui elementi principali sono costituiti dall’autostrada A14 Bologna - Taranto, dalle strade statali S.S. 16 adriatica, S.S. 16, S.S. 96, S.S. 100, S.S. 271 e dalle strade provinciali S.P. 1, S.P. 91, S.P. 210, S.P. 73, S.P. 54, S.P. 156, S.P. 110, S.P. 183, S.P. 144, S.P. 80, S.P. 49, S.P. 70, S.P. 45, S.P. 21.

Il sistema dei trasporti per il territorio Comunale è fondato, per quanto attiene al sistema “gomma” su due assi fondamentali. Il primo è costituito dall’Asse Nord-Sud, importante arteria viaria che attraversa il territorio appunto in direzione Nord-Sud e che risulta localizzato ad Ovest dei centri di Carbonara, Ceglie e loseto e che giunge fino a mare muovendosi a ovest del quartiere Libertà.

Il secondo è costituto dalla viabilità che cinge a semi anello il quartiere Poggiofranco e che ha come terminali lo sbocco a mare del canale o lama Valenzano ad Est e la tangenziale di Bari, in corrispondenza della zona industriale meglio conosciuta come Terza Mediana Bis.

Operano infatti ben quattro Società di trasporto su ferro: R.F.I. – Rete Ferroviaria Italiana, F.S.E. – Ferrovie del Sud Est, Ferrovie Bari Nord, F.A.L. Ferrovie Appulo – Lucane. Bari con la sua posizione geografica è uno dei più importanti scali commerciali dell’Italia meridionale e porta di collegamento con i paesi dell’est europeo e del Medio Oriente.

Ospita 5 porti, le cui caratteristiche sono riassunte nelle tabelle che seguono e che in maniera estremamente sintetica posso essere descritte nel modo che segue. Le infrastrutture portuali di Torre a Mare, Bari Città Porto Vecchio, Palese e Santo Spirito hanno assunto la valenza di porti turistici e/o pescherecci mentre il Porto Grande (Bari Città) ha assunto la valenza di Porto Commerciale e Passeggeri.

L’aeroporto Karol Wojtyla, sito a Bari Palese, inizialmente creato per scopi militari, fin dagli anni 60 è stato destinato ai voli dell’aviazione civile.

Lo scalo è localizzato nel territorio della I Circoscrizione e dista 15Km dal centro cittadino raccoglie un bacino di utenza riferibile alle regioni Puglia, Basilicata, Campania e Molise.

Territorio e paesaggio Occorre premettere che gli aspetti maggiormente significativi riferiti al paesaggio risultano connessi alla presenza dei corsi d’acqua che attraversano il territorio nonché dalla presenza di una fascia costiera piuttosto estesa. La fascia costiera del territorio comunale ha perso oggi ogni valenza paesaggistico ambientale ed è caratterizzata dalla presenza, lungo tutto il proprio sviluppo, di un tessuto edilizio disomogeneo nei suoi caratteri architettonici ed urbanisticamente incontrollato che ha finito con il cancellare quasi del tutto ogni continuità ed ogni relazione tra la costa ed il suo interno in termini geomorfologici e visuali, nonché di collegamento infrastrutturale.

Acqua e assetto idrogeologico: Il territorio comunale è interessato dalla presenza di diversi solchi a carattere erosivo che lo attraversano in direzione trasversale, destinati al convogliamento delle acque in regime torrentizio ed occasionale, di notevole interesse paesaggistico ambientale e spesso oggetto di interventi di trasformazione che ne hanno determinato un depauperamento delle risorse e che soltanto recentemente sono invece stati oggetto di interventi di recupero e valorizzazione.

Più precisamente, spostandosi da Nord - Ovest verso Sud - Est del territorio, le cartografie regionali individuano i seguenti corsi d’acqua, noti con la dizione di Lame (intese quali parti di territorio caratterizzate dall’attraversamento di acque in regime torrentizio – corsi d’acqua “effimeri” -  in corrispondenza di fenomeni di piene stagionali):

Lama Balice (Quartiere San Paolo);

Lama Lamasinata (Zona ASI);

Lama Picone (tra Adelfia e l’autostrada per Taranto quale punto di confluenza dei torrenti Baronale e Badessa);

Lama San Giorgio (a Nord-Ovest di Noicattaro, prosegue verso Cala San Giorgio a Torre a Mare);

Lama Giotta (nei pressi di Noicattaro sfocia a sud rispetto al centro abitato di Torre a Mare).

Tuttavia è possibile rinvenire gli ulteriori corsi d’acqua che solcano il territorio, in aggiunta a quelli già individuati dalle cartografie ufficiali:

Lama Fitta o Torrente Montrone (ad Ovest di Valenzano);

Lama Valenzano (a Nord-Est dell’abitato di Valenzano in direzione del quartiere Japigia);

Lama San Marco (piccola lama nei pressi di località San Marco al quartiere Japigia);

Il centro storico: Si tratta di un’area di poco inferiore ai 40 ettari, rimasta di estensione invariata dal ‘300-‘400 sino alla fondazione del “borgo nuovo”, i cui processi di modificazione sono stati guidati nel tempo dalla presenza dei grandi complessi specialistici risalenti al X e XII secolo (Cattedrale,Basilica San Nicola,Castello Normanno-Svevo) oltre che all’aspetto morfologico, dagli approdi marittimi, dagli assi viari di collegamento.

Tra i fenomeni che con maggiore intensità hanno segnato la storia di “Bari vecchia”, dai quali non si può prescindere nella lettura della odierna situazione, marginalità, degrado, e spopolamento emergono nettamente.

Sin dalla fondazione del  “borgo nuovo” nel 1813, infatti, prendeva il via il processo di emarginazione del nucleo antico. La condizione di separazione formale, mai ricomposta nonostante le varie ipotesi di integrazione delle due parti di città, si coniuga, specialmente nella seconda metà del XIX secolo, con il progressivo processo di degrado della città vecchia, accelerato dalla rapida espansione del borgo.

Tuttavia nel recente passato, anche grazie agli interventi proposti dalle amministrazioni comunale e regionale  “Piani Urban” si è dato corso ad una energica inversione di tendenza che ha visto nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio immobiliare di questa parte del territorio – ispirato dalla approvazione del Piano Particolareggiato della Città Vecchia avvenuta nel 2002 -  il volano per una riproposizione in chiave turistica dell’intero centro storico.

Capitale culturale: Attraverso un suggestivo corteo storico viene rievocato il momento in cui le reliquie di San Nicola giunsero a Bari. San Nicola di Myra fu uno dei Santi più venerati dai cristiani ortodossi, cattolici, protestanti. Morì a Myra nell'anno 350. Considerato protettore dei naviganti, la sua salma fu trafugata dai marinai baresi che rientrarono trionfalmente a Bari il 9 Maggio del 1087. Le reliquie vennero deposte in una cripta nella Curte Domnica. Qui, in brevissimo tempo, venne edificata la Basilica di San Nicola e le reliquie del Santo poste sotto l'altare maggiore. Proprio dalle sue ossa ha origine prodigiosamente un liquido, la manna, alla quale i fedeli attribuiscono qualità taumaturgiche. Ogni anno si svolge per le vie della città vecchia un grande corteo, durante il quale si rievoca l'arrivo delle reliquie del Santo. Caratteristica la processione per mare, durante la quale la statua di San Nicola viene scortata per mare da un corteo di imbarcazioni.

All’attualità il territorio comunale di Bari vede nel Teatro Comunale Niccolò Piccinni (il più antico teatro della città) l’infrastruttura più importante per dimensioni e tradizione.

Tanto a seguito della distruzione del Teatro Petruzzelli avvenuta nel 1991.

Peraltro la oramai storica carenza di contenitori culturali è soltanto in minima parte colmata da strutture a minore ricettività quali il teatro Team, il Teatro Abeliano ed il Teatro Kismet e rappresenta una criticità per il territorio che deve necessariamente trovare una soluzione.

Peraltro, nel recente passato le iniziative di recupero e valorizzazione dei contenitori culturali esistenti in ambito territoriale, per lungo tempo sopite, sembrano avere avuto un nuovo impulso e per certi versi una inaspettata quanto insperata accelerazione.

La città antica (la così detta bari vecchia) fra i porti nuovo e vecchio è chiusa a est dalle mura che la separano dal lungomare ed è caratterizzata da un impianto urbanistico tipicamente medievale. Il centro storico, che sorge su di una piccola penisola laddove originariamente si sarebbero sviluppati i primi insediamenti preistorici, rappresenta quella porzione di Bari più folcloristica, ancora legata ad antiche tradizioni: essa appare infatti depositaria di memorie e costumi che nella città moderna sempre più si è propensi ad abbandonare.

Si trovano nella Bari antica notevoli monumenti romanici, tra cui la Basilica di San Nicola (XII secolo), capolavoro dell'architettura romanico pugliese. Altro edificio da ammirare insieme alla sua bellissima Cripta è la Cattedrale di San Sabino (1170-1178), nei cui archivi è conservato un celebre Exultet (codice miniato) databile attorno al 1025.

Il centro storico pullula di chiese minori tra cui interessanti dal punto di vista architettonico sono la Chiesa di San Gregorio (XI secolo-XII secolo), la Chiesa della Trinità, la Chiesa di San Giorgio dei Martiri (o degli Armeni), la Chiesa di Sant Chiara la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Marco dei veneziani, quella di San Gregorio e di Santa Scolastica, la Chiesa di Santa Pelagia, la Chiesa del Gesù, la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, con annesso Convento , la Chiesa di San Michele ed ultima, ma non meno apprezzabile, la Chiesa della Vallisa.

Nel centro storico sono presenti altri monumenti come il celebre Castello Normanno-Svevo fatto edificare, perlomeno nel suo nucleo principale a noi pervenuto, da Federico II di Svevia sul sito di precedenti fortificazioni normanno-angioine e bizantine. Particolare nota merita il ritrovamento al suo interno, durante gli scavi condotti all'inizio degli anni '80, della pianta completa di una chiesetta protocristiana con l'abside canonicamente orientata ad est, cioè verso il punto in cui sorge il sole, il cui impianto, completo di fonte battesimale e recante nel piano fondale diverse sepolture, è visitabile seguendo il percorso attrezzato in uscita dal fondo della sala che ospita la Gipsoteca.
Ampliato nel XVI secolo, quando divenne dimora di Isabella d'Aragona, fu poi adibito nel XIX secolo dapprima a prigione e successivamente a caserma. Le principali modifiche riguardarono, in epoche diverse, le torri e successivamente i loro bastioni che si ergono imponenti dal fondo del fossato che circondava l'intero edificio.
Altro edificio celebre di Bari antica è il Fortino di Sant'Antonio Abate, eretto per scopi difensivi nel XIV secolo, demolito dagli stessi baresi nel 1463 ed in seguito ricostruito nel XVI secolo.

Da non trascurare i percorsi pedonali che da Piazza del Ferrarese portano, attraverso l'antica Piazza Mercantile all'intrigo di vicoli della città vecchia, con i suoi profumi e gli scorci di improvvisa bellezza, ed attraverso la rampa che conduce al Fortino su citato, alla suggestiva passeggiata lungo la Muraglia che termina in prossimità del complesso di Santa Scolastica, nei pressi dell'accesso principale all'area portuale.

La Fiera del Levante è una delle principali fiere del bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del Comune, dell'Amministrazione Provinciale e della Camera del Commercio di Bari ed opera continuativamente da quell'anno. La prima edizione della Fiera del Levante si è svolta nel 1930. La rassegna ha continuato a svolgersi puntualmente a settembre di ogni anno, con la sola interruzione degli anni della seconda guerra mondiale dal 1940 al 1946.

Complessivamente gli espositori che partecipano annualmente alle manifestazioni sono cinquemila tra nazionali ed esteri. I visitatori ammontano a circa due milioni.

La rassegna storica, nonché la più nota al grande pubblico, è la fiera campionaria, la più grande d'Europa, che ha luogo ogni settembre, con oltre settecento mila visitatori e più di duemila espositori, in un'apposita vasta area, ampia circa 300 mila metri quadrati, situata a nord-ovest della città, in vicinanza della punta di San Cataldo, al limite occidentale del porto nuovo.

La fiera è inoltre volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d'incontro.

I principali musei sono:

Museo Archeologico Provinciale;
Pinacoteca Provinciale (Artistico);
Cittadella Mediterranea della Scienza;
Museo Etnografico Africano;
Gipsoteca del Castello Normanno Svevo (Artistico);
Museo - Sala del Tesoro all'interno della Basilica di San Nicola (Artistico);
Museo della Cattedrale (Artistico-Archeologico);
Museo Storico Civico;
Acquario Provinciale (Naturalistico);
Istituto Orto Botanico (Naturalistico);
Museo di Zoologia (Naturalistico);
Museo di Scienze della Terra (Naturalistico);
Museo Raccolta di Fisica (Tecnico-Scentifico);
Museo Sacrario (Specializzato).
Diverse sono anche le emittenti radiofoniche con sede nella città.
Principali sedi di quotidiani:
La Gazzetta del Mezzogiorno;
La Repubblica (redazione locale);
Corriere del Mezzogiorno;
Quotidiano Puglia;
Barisera.
Principali sedi di emittenti televisive:
Rai (sede regionale per la Puglia);
Telenorba (TN7 e TN8);
Antenna Sud;
Tele Bari;
Tele Puglia;
TeleRegione;
RTG Puglia.

 

 

Lo Stadio San Nicola, di proprietà del Comune e dedicato al patrono della città, è il maggiore impianto sportivo di Bari ed è situato alla periferia sud-ovest, non lontano dal quartiere Carbonara.

Progettato dall'architetto Renzo Piano, fu costruito tra il 1987 e il 1990 per la quattordicesima edizione della Coppa del Mondo di Calcio "Italia 1990", della quale ospitò la finale per il terzo posto. Nel 1991 fu sede dell'ultima finale di Coppa dei Campioni propriamente detta. Oggi lo stadio è utilizzato per le partite casalinghe di calcio dell'A.S. Bari, e occasionalmente è stato impiegato per gare di atletica leggera, eventi religiosi o concerti di musica leggera

 

Il dialetto barese è un idioma che si è costruito e modificato a seguito delle innumerevoli occupazioni di popolazioni straniere che per secoli la città ha vissuto e che hanno donato alla parlata barese peculiarità diverse ed un'inflessione per molti incomprensibile.

Dal punto di vista della filogenesi il dialetto barese ha avuto origine dalla comune lingua madre, l'italiano, da cui si sono sviluppati dapprima il siciliano, poi il napoletano; conseguentemente a tale evoluzione si è creato, sotto vari influssi, il tipico idioma barese.

Il barese viene parlato grosso modo in tutta la provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani, ove sono presenti alcune varianti come il barlettano e l'andriese.

Economia: Il comune di Bari nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a circa 7,4 miliardi di euro. I dati relativi alla composizione del valore aggiunto per settore di attività confermano l’elevata terziarizzazione del comune di Bari: ben l’88% del valore aggiunto totale proviene, infatti, dal settore dei servizi, mentre all’industria si deve l’11,7% e all’agricoltura appena lo 0,3% del totale, valore che risulta il più basso fra i comuni di Terra di Bari

Nelle più di 24.000 unità locali (UL) attive sul territorio comunale sono impiegati più di 54.000 addetti con una conseguente dimensione media delle stesse di 2,2 addetti (Tab.1).

Inoltre, è possibile osservare la distribuzione settoriale delle UL che, come si rileva, operano principalmente nel commercio, seguito da altri servizi, industria, e agricoltura.

Il comune di Bari al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a poco più di 122.342 persone, con un tasso di attività del 43,5% ed un tasso di disoccupazione dell’14,3%.

Gli occupati presenti nel comune di Bari nel 2005 rappresentano il 43,8% della  popolazione totale residente. Dei circa 140.000 occupati in totale, ben l’83,1% risultano occupati nel settore terziario, a conferma dell’elevato peso del comparto dei servizi all’interno del comune di Bari in termini di valore aggiunto.

Ad un numero pur esiguo di occupati nel settore industriale (15,8%) fa, inoltre, seguito una porzione davvero esigua di occupati in agricoltura (1,1%). Dai dati emerge che il settore produttivo maggiormente presente è quello manifatturiero mentre il più importante è quello metalmeccanico.

Infatti la presenza di grandi realtà industriali nella produzione di apparecchi frenanti, cuscinetti, trasmissioni , motori diesel rende effettiva la presenza di un distretto di “componentistica per auto” (sono presenti 57 imprese metalmeccaniche nella zona ASI).

Risultano tuttavia piuttosto presenti attività nel settore delle costruzioni anche con insediamenti di carattere medio-grande.

Nel recente passato si è inoltre assistito ad uno sviluppo del settore della logistica e dell’ICT e dei servizi alle imprese.

La situazione della rete distributiva, risulta la seguente:

Esercizi di vicinato circa 6.400 unità;

Medie strutture di vendita circa 200 unità;

Grandi strutture di vendita 7 unità.

Welfare: Il Piano Regionale prevede che i comuni di ciascun ambito territoriale istituiscano un Coordinamento Istituzionale per la definizione dell’indirizzo politico delle scelte, per coordinare l’attività di programmazione e per facilitare i processi di integrazione. Il Comune di Bari tuttavia non ha ritenuto necessario istituire un vero e proprio Coordinamento Istituzionale per la definizione della propria linea politica individuando nell’istituto della Conferenza di servizi lo strumento idoneo ad acquisire tutti gli atti di intesa con gli altri attori istituzionali che ha ritenuto opportuno coinvolgere (AUSL, Provincia, la Direzione scolastica regionale – CSA, il Centro per la Giustizia Minorile, il Centro di servizio sociale per adulti, il Tribunale per i minorenni  e la Prefettura, le istituzioni religiose, gli oratori, le IPAB, i soggetti del Terzo Settore (imprese sociali, organizzazioni di volontariato, ecc.).  Il Comune di Bari  realizza interventi e servizi che si collocano nell’area della prevenzione del disagio e della promozione del benessere, favorendo le relazioni sociali, la solidarietà tra le generazioni, la promozione delle pari opportunità, la condivisione delle responsabilità fra donne e uomini. Inoltre, la presenza sul territorio del Centro Antiviolenza e della Casa Rifugio, a favore di donne e minori vittime di violenza e maltrattamenti intrafamiliari ed extrafamiliari, rappresentano una risposta importante sia come forma di sostegno e accoglienza a favore delle vittime, sia sul piano della sensibilizzazione culturale rivolta ai temi della violenza domestica come  problema diffuso. L’organizzazione di servizi domiciliari come l’home maker e di attività animative e di sostegno educativo, come i centri diurni ed i servizi di tutoraggio, pur se inferiori alle esigenze, si confermano interventi efficaci per evitare istituzionalizzazioni improprie. L’attenzione ai diritti dei minori attraverso la realizzazione dei Piani Cittadini per l’infanzia e l’adolescenza, ai sensi della L. 285/97, ha permesso l’offerta di servizi innovativi quali: centri gioco, centri di aggregazione per preadolescenti e adolescenti, centri di ascolto e accoglienza per minori vittime di abuso e maltrattamento, attività di animazione per minori ospedalizzati oltre a diversificate opportunità culturali. Lo sviluppo del lavoro di rete fra istituzioni e il privato sociale ha permesso una maggiore integrazione nella programmazione e nell’attuazione delle politiche sociali minorili.

L’attivazione di vari servizi a carattere domiciliare per gli anziani (assistenza domiciliare, telesoccorso, affido anziani, ecc.) ha determinato una conseguente riduzione del ricorso al ricovero in strutture residenziali. Il miglioramento delle condizioni complessive di vivibilità delle strutture che ospitano gli anziani si è ottenuto anche attraverso il controllo sulla qualità delle prestazioni socio assistenziali e sanitarie erogate dalle case di riposo e case protette, effettuato da una commissione comunale integrata Comune – AUSL BA/4 con periodici sopralluoghi di verifica.

La forte presenza della famiglia nella cura e gestione dei problemi delle persone anziane, sia autosufficienti che non autosufficienti, è sicuramente una risorsa comunitaria inestimabile oltre alla rilevante sensibilità nei confronti degli anziani dimostrata anche dal radicamento e dall’impegno delle organizzazioni del terzo settore. La Costituzione della Consulta Cittadina dell’Anziano presso il Comune dimostra la sensibilità di un’Amministrazione impegnata su questo fronte ma che rileva ancora una insufficiente presenza di luoghi di aggregazione, di spazi verdi, di contenitori culturali e di svago, di servizi diversificati che rendano l’anziano protagonista e soggetto attivo nella vita sociale e  ne favoriscano l’autonomia. Per ciò che concerne i diversamenteabili, l’attivazione di servizi gestiti in maniera integrata con l’AUSL BA/4 rappresenta una risorsa sia sul piano operativo che sul piano delle risposte istituzionali in quanto anticipa modalità di lavoro e realizzazione di obiettivi individuati dalle normative di settore, nazionali e regionali. L’articolata offerta di servizi di trasporto, e soprattutto l’uso del taxi, per il quale c’è una fortissima richiesta, ha dimostrato quanto tale mezzo garantisca un servizio più rapido, con percorsi più brevi e minori attese, permettendo una maggiore autonomia ed evitando ulteriori forme di ghettizzazione.  La Costituzione presso il Municipio della Consulta Cittadina dei Diversamente Abili inoltre, dimostra la sensibilità dell’Amministrazione ad avviare un percorso di approfondimento per l’elaborazione di politiche efficaci verso una categoria di cittadini importante e che richiede maggiore accessibilità, diritti e integrazione. Bisogni particolari sono espressi dagli immigrati presenti nella città di Bari, probabilmente la componente meno rappresentata e tutelata nonostante le vocazioni storiche di Bari come ‘città dell’accoglienza’, la delicata posizione geografica che fa del capoluogo un polo d’attrazione per l’immigrazione specie dai Balcani e a fronte di una ormai consolidata comunità di immigrati stabilmente insediata nel capoluogo (seconde generazioni). Negli ultimi anni si registrano importanti novità sul piano della sensibilizzazione ai temi dell’integrazione culturale, dell’educazione nelle scuole e nella società civile, l’attivazione di una Consulta per l’Immigrazione presso lo stesso Municipio, ma la programmazione in corso appare sensibilmente sottodimensionata rispetto ad un fenomeno che all’oggi, anche nel Piano di Zona, registra una forte marginalità sia sotto il profilo delle risorse investite, sia culturale (il capitolo ‘immigrazione’ è compreso nell’area prioritaria ‘nuove povertà’, così come ancora poco sedimentata appare la coscienza di una cultura dell’inclusione declinata in termini di cittadinanza attiva). Un’altra debolezza strutturale sembra risiedere nella qualità dell’osservazione del fenomeno immigrazione nel sistema urbano. Non è presente un osservatorio per il monitoraggio dei flussi né sembra possibile reperire una fonte unica che garantisca attendibilità circa le domande sociali espresse dai cittadini stranieri. Così come si avverte la forte carenza di un centro di prima accoglienza e sportelli di informazione, consulenza e accompagnamento sociale. Significativi appaiono gli interventi attivati dal Comune di Bari per le Comunità Rom così come le azioni di comunicazione sociale sul tema della cittadinanza e le iniziative di carattere inter-culturale. Le problematiche dei soggetti che versano in stato di disagio mentale rivestono un’importanza crescente, sia perché numerose tipologie di disturbi mentali hanno ricevuto negli ultimi anni una vasta diffusione, sia perché tali disturbi comportano elevatissimi costi di carattere sociale prima ancora che economico; trattandosi di patologie che spesso hanno gravissime conseguenze non solo sui pazienti ma anche sui loro familiari, costretti a confrontarsi con pregiudizi sociali e con una condizione di difficile comprensione. Il Comune di Bari non ha mai attivato specifici servizi relativi all’area salute mentale, di competenza strettamente sanitaria, ma attraverso il Servizio Sociale circoscrizionale ha collaborato con i Servizi di Salute Mentale alla predispostone e gestione di interventi a favore di minori nel cui nucleo familiare sono presenti soggetti affetti da patologie mentali. Di particolare interesse appare la più recente programmazione di interventi messi in campo dell’Amministrazione e rivolta ai soggetti svantaggiati che abitano le periferie (interne/esterne) e ai senza fissa dimora.  Tra i temi-chiave che caratterizzano le agende di molte politiche urbane vi è certamente quello della Sicurezza. Il Comune di Bari ha inteso interpretare questo bisogno elaborando politiche interistituzionali che possano rappresentare un’alternativa alla criminalità organizzata e ispirate all’inclusione sociale dei soggetti coinvolti in attività criminali e al recupero e al rafforzamento della cultura della legalità e delle istituzioni.