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ADELFIA 

Nome del Sindaco
: Francesco Nicassio

Popolazione: Il Comune di Adelfia si estende su una superficie territoriale di 29,73 Kmq, confina con i comuni di Acquaviva delle Fonti, Bari, Bitritto, Casamassima, Cassano delle Murge, Sannicandro di Bari, e Valenzano – comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari –, dista 13km da Bari città ed ha una densità abitativa di 572 abitanti/Kmq. La popolazione residente al 1 gennaio 2006 è di 17.020 abitanti – di cui il 51,9% è di sesso femminile – e rappresenta l’1,8% di tutta la popolazione dell’Area Metropoli Terra di Bari. Dai dati a nostra disposizione e rappresentati in figura 1 è emerso che il comune di Adelfia, dal 1993 al 2006, ha registrato un sufficiente incremento di popolazione (+11,6%) ed ha sperimentato un trend positivo ma calante fino al 2000 (-0,26) ed una variazione positiva ed in continua crescita a partire dal 2002.

Mobilità e trasporto:

Territorio e paesaggio: Da un punto di vista morfologico il territorio di Adelfa si inserisce nella conformazione tipica della pre-Murgia; la superficie si presenta principalmente pianeggiante, con quote che tendono ad innalzarsi leggermente man mano che si procede da nord verso sud, variando tra i 109 e i 231 m. s.l.m. Esso è coperto quasi interamente da coltivazioni a vigneti di uva da tavola.
La maggior parte del centro abitato del comune di Adelfia poggia su terreni affioranti formati da depositi calcarenitici conosciuti come "Tufi delle Murge".
Il territorio di Adelfia è, inoltre, solcato da quattro lame principali, a sviluppo più o meno rettilineo in direzione nord-sud: la lama “torrente Baronali”, la lama “torrente Montone”, la lama “Cimitero”, la lama “S. Leo - La Piantata”.

Acqua e assetto idrogeologico: I due centri di Montrone e Canneto sono separati tra loro dal Torrente Montrone, affluente di monte del Torrente Valenzano, che ad oggi si presenta come area degradata e di marginalità del tessuto urbano della città.
L’Amministrazione, per la riqualificazione dell’area, ha promosso la redazione di un progetto per un centro mercatale con aree a verde attrezzate (piste ciclabili, parco giochi per bambini, aree sportive e attrezzature per piccolo ristoro) e aree da adibire a parcheggio, in posizione intermedia tra i due centri storici di Canneto e Montrone. Per fare questo è previsto un attraversamento del Torrente, la cui area è esclusivamente di proprietà comunale. Si prevede la rimodellazione di golena e savanella del torrente per evitare che l’area attrezzata subisca inondazioni,  a seguito di eventi meteorici non particolarmente intensi. Il progetto non ha ancora ottenuto tutti i pareri e le autorizzazioni.

Il centro storico: Il comune di Adelfia è nato nel corso del XX secolo dall’unione di due comuni contigui, Canneto e Montrone, che per volontà "popolare" e giusto Regio Decreto del 29.09.1927 si costituirono come unico comune. Questa singolare evoluzione ha lasciato tracce profonde non solo nel tessuto identitario del comune, ma anche nelle testimonianze storiche e architettoniche e nella morfologia stessa dell’abitato, di fatto costruito attorno a due preesistenti nuclei oggi separati solo da un tratto di lama. Ognuno dei due antichi centri aveva, infatti, costruito i propri palazzi nobiliari, la propria sede amministrativa, le proprie chiese e aveva proprie tradizioni religiose.
Il nucleo antico presenta oggi notevoli emergenze architettoniche quali il Castello Marchesale, la Torre Normanna, la Chiesa Madre, la Chiesa Matrice, la chiesa Maria SS. della Stella, la Casina Don Cataldo o Casina di Monsignore.

Capitale culturale: Il patrimonio architettonico e artistico-culturale dell'attuale Adelfia può vantare una singolare "duplicità"; a cominciare dall'esistenza di due diversi centri storici, sorti vicini e svilupparsi nel medesimo periodo (attorno all'anno Mille), ma rimasti, fino agli inizi del nostro secolo, entità separate, ciascuno con propri palazzi nobiliari, con propria sede amministrativa, con proprie tradizioni religiose, con proprie chiese e Santi protettori.
Le principali testimonianze storico/architettoniche sono:
il Castello Marchesale
la Torre Normanna
la Chiesa Matrice

Economia: Il comune di Adelfia nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a poco meno di 100 milioni di euro. Circa i tre quarti del valore aggiunto totale si devono al terziario, mentre il restante quarto proviene principalmente dal settore industriale (20%) ed in piccola percentuale dal comparto agricolo (6,4%). Il comune di Adelfia al 2005 presenta una forza lavoro totale pari a poco più di 6.282 persone, con un tasso di attività del 45,1% ed un tasso di disoccupazione del 15,8%.
Gli occupati presenti nel comune di Adelfia nel 2005 rappresentano il 23,4% della  popolazione totale residente. Dei circa 4.000 occupati in totale, quasi 3.000 risultano occupati nel settore terziario mentre i restanti si dividono fra settore industriale (circa 600) e terziario (circa 400). esiste una forte presenza di Imprese Artigiane a conduzione familiare nel settore delle costruzioni e manifatturiero;
esiste una presenza di attività di servizi (vedi settore K);
l’economia di Adelfia è principalmente incentrata sullo sfruttamento agricolo del territorio. In particolare la produzione di “uva regina” assume un ruolo primario; ne consegue un fiorente sviluppo delle  attività commerciali e di quelle industriali per l'imballaggio;
un ruolo di rilevo ha anche la produzione di vino primitivo di alta gradazione (secco-dolce) che non viene imbottigliato ma venduto sfuso (in bottiglie da 1 litro e in damigiane da litri 5) da produttori privati;
non è presente la grande distribuzione;
non è presente una vocazione turistica;
le attività commerciali sono prevalentemente a conduzione familiare.

Welfare: Adelfia ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme a Capurso, Cellamare, Valenzano e Triggiano che è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 5. Le aree individuate di intervento (7) sono state così nominate: 1) Responsabilita’ familiari; 2) Minori; 3) Anziani; 4) Disabili; 5) Dipendenze; 6) Salute Mentale; 7) Contrasto alla poverta’. L'attivazione del processo di definizione del Piano di Zona del distretto n.5 A.U.S.L. BA/4, ha fatto emergere necessità di interventi strutturali nel "Welfare" locale, anche se le politiche sociali del territorio non sono agli albori del sistema, in quanto, seppur con forti disuguaglianze, disomogeneità e differenze, i Comuni hanno cercato di dare risposte ai servizi di sostegno alle famiglie e ai cittadini in difficoltà, ai programmi su aree di disagio acuto e per segmenti di popolazione, a collaborazioni con le Istituzioni ed a convenzioni con il privato sociale. La popolazione minorile è maggiormente presente nel Comune di Cellamare, mentre quella anziana è più consistente nei Comuni di Adelfia e Triggiano.  Anche qui si riscontra il medesimo problema irrisolto di co-gestione dei servizi con il Comune di Bari data la vicinanza geografica tra Comuni e capoluogo.
L’ambito registra infatti lo scotto di un rapporto abnorme tra la città e la sua area metropolitana che assorbe risorse e mano d’opera dal territorio,  rigettando sullo stesso tutte le problematiche e le esigenze sociali. Il continuo flusso migratorio dalla città verso i cinque Comuni ha provocato fenomeni di massificazione e di scollamento sociale, con compromissione della identità socioculturale di ciascuna realtà comunale. ("quasi paesi-quasi città"). 
La tendenza delle famiglie interessate è quella di continuare a mantenere i propri rapporti di vita  nella città d'origine, vivendo il paese solo come dormitorio e luogo di interessi marginali. Forte, quindi, la necessità di operare per la loro integrazione sociale in considerazione del rilevante aumento di situazioni di rischio che li coinvolge. Sino ad oggi non sempre è stato possibile garantire  interventi qualificati di prevenzione, a causa della mancanza sul territorio di azioni finalizzate a questo obiettivo.
Le due aree (Famiglia e Minori) vengono trattate congiuntamente alla luce delle forti connessioni che si rilevano tra le stesse, sia per la programmazione, sia per la realizzazione dei servizi e degli interventi.  I servizi si sono rivelati di particolare utilità per l’utenza e, nello specifico, sul piano delle responsabilità genitoriali e della crescita dei minori e dei nuclei presi in carico. E’ inoltre in costruzione il “Centro Donna”, finalizzato alla promozione e attuazione di politiche per le pari opportunità così come il Comune capofila ha impegnato cifre per le politiche giovanili.
Un’altra interessante attività concerne l’istituzione dell’Università della Terza Età, che compare in taluni Comuni dell’Area dimostrando un trend positivo circa forme di attenzione in crescita da parte delle amministrazioni circa il ruolo-chiave che l’‘educazione permanente’ assume sia in chiave socializzante, sia in termini di valorizzazione del capitale umano e sociale nella componente anziani.